Air France testerà l’imbarco biometrico negli aeroporti JFK di New York e in quello di Houston

Air France testerà l'imbarco biometrico a JFK e Houston, sostituendo le classiche carte d'imbarco: la tecnologia velocizzerà le operazioni, ma alcuni rapporti allarmano per la sicurezza.

Air France testerà l’imbarco biometrico a JFK e Houston

Air France-KLM prevede di sostituire le carte d’imbarco con il riconoscimento facciale sui voli Air France in partenza dall’aeroporto internazionale John F Kennedy (JFK) a New York City, oltre che dall’aeroporto internazionale George Bush (IAH) a Houston. Le prove, si prevede, avranno un impatto su oltre 2.200 passeggeri al giorno e aiuteranno Air France-KLM a portare avanti il ​​suo obiettivo di portare il riconoscimento facciale su tutti gli scali in USA entro il 2020.

La società utilizza già l’imbarco biometrico in una manciata di città statunitensi: Atlanta, Los Angeles, Dallas, Detroit, Dulles, Virginia, San Francisco e Seattle. Stephane Ormand, vice presidente e general manager di Air France-KLM USA si è detto entusiasta di abbracciare un’innovazione che ha il potenziale per rendere l’esperienza di viaggio meno stressante e più sicura per i passeggeri,. L’obiettivo, ribadisce il manager, è quello di implementare l’imbarco biometrico in tutti gli aeroporti USA entro il 2020.

Air France-KLM non è la prima azienda a testare l’imbarco biometrico, come ricorda engadget. JetBlue ha iniziato le prove nel 2017, mentre adesso British Airways conduce gli stessi test. I passeggeri di Qantas utilizzano già tecnologia di riconoscimento facciale per imbarcarsi in Australia, mentre Delta ha sperimentato l’uso delle impronte digitali.

Infine, l’aeroporto internazionale di Dubai scansiona i volti dei passeggeri mentre questi  attraversano un tunnel dotato di 80 telecamere di riconoscimento del volto e di scansione dell’iride.

Air France testerà l’imbarco biometrico a JFK e Houston

Ovviamente, mentre le compagnie aeree spingono sul riconoscimento facciale, ci sono ancora molte preoccupazioni etiche. Alcuni legislatori chiedono una maggiore regolamentazione, mentre sul lato tecnico alcuni rapporti indicano come la tecnologia abbia ancora un margine di errore troppo elevato.

Persino la Microsoft ha ammesso che potrebbero esserci “ampie implicazioni sociali e potenziali abusi”. Per questo, nei mesi scorsi, il colosso di Redmond ha eliminato il proprio database facciale chiamato MS Celeb.