Senatore USA loda Apple per sicurezza e privacy di Face ID di iPhone X

Apple risponde al senatore Al Franken che richiedeva chiarimenti su privacy e sicurezza di Face ID. Cupertino spiega come e perché il sistema è in grado di riconoscere persone di qualsiasi genere, età ed etnia e non può essere ingannato

Il riconoscimento del volto Face ID di iPhone X ha colto di sorpresa non solo utenti e mercato ma anche il mondo della politica USA: dopo anni di lettori impronte ora tutto sembra cambierà di nuovo con un sistema che nessuno ha mai provato estesamente e di cui alcuni dubitano l’efficacia per quanto riguarda privacy e sicurezza. In attesa del battesimo del fuoco con l’arrivo di iPhone X, Apple ha già risposto a tutte le domande con un documento di supporto pubblicato in rete, ed ora risponde anche ai dubbi sollevati da una figura di primo piano della politica USA.

Dopo la prima presentazione al pubblico di iPhone X a settembre, il senatore USA Al Franken, membro di una Commissione del Senato che si occupa di Privacy, Tecnologia e diritto, aveva indirizzato una lettera a Tim Cook ponendo varie domande in merito alla sicurezza e alla privacy del sistema di autenticazione Face ID.

Nella lettera, il senatore Franken chiedeva di sapere in che modo Apple intendeva sfruttare questa tecnologia in futuro, faceva domande sul meccanismo di training, si interrogava su come Apple risponderà a eventuali future esigenze delle forze dell’ordine e chiedeva ancora di sapere se il sistema può essere ingannato da foto o maschere. Apple ha risposto al senatore con una lettera firmata da Cynthia Hogan, Vice Presidente di Cupertino responsabile Politiche Pubbliche per il continente americano. La replica è riportata da vari siti, incluso Macrumors.

Hogan evidenzia il documento di supporto pubblicato recentemente da Apple nel quale sono spiegati in dettaglio vari aspetti legati alla sicurezza e alla protezione della privacy degli utenti. Tra le varie risposte al senatore, quella relativa al meccanismo di training di Face ID.

“L’accessibilità del prodotto per persone di diversa razza o etnia, è per noi molto importante. Per la corrispondenza facciale il Face ID sfrutta le reti neurali sviluppate usando oltre un miliardo di immagini, incluse immagini a infrarossi che tengono conto della profondità, raccolte in studi condotti con la partecipazione e procedure di consenso informato degli utenti”.

E ancora: “Abbiamo collaborato con partecipanti di tutto il mondo, inclusi gruppi rappresentativi di persone collocate per genere, età, etnia e altri fattori. Abbiamo potenziato gli studi necessari per consentire un grado elevato di precisione con un diverso range di utenti. Inoltre, una rete neurale addestrata permette di identificare e resistere a camuffamenti, difende il dispositivo da tentativi di sblocco del telefono con foto o maschere”.

Il senatore ha ricevuto la lettera e ha rilasciato un comunicato lodando Apple per la volontà dimostrata nel collaborare: “Sono lieto di vedere i passi intrapresi dall’azienda per affrontare la questione della privacy e della sicurezza dei consumatori” scrive Franken. “Ho intenzione di seguire Apple per saperne di più sui loro piani per proteggere i dati degli utenti che decidono di usare le ultime generazioni di iPhone con tecnologia di riconoscimento facciale”.

iPhone X si potrà preordinare in varie nazioni, Italia compresa, a partire da venerdì 27 ottobre, con disponibilità e prime cosensegne a partire da venerdì 3 novembre.