Apple e Shazam, l’Europa indaga sull’acquisizione e si esprimerà entro il 23 aprile

Apple ha chiesto l’approvazione formale dell’accordo di acquisizione di Shazam alla Commissione europea: sarà presa una decisione entro il 23 aprile, ma potrebbe non essere quella definitiva. Ecco qual è il problema

Shazam è stata comprata da Apple lo scorso dicembre e tutto sembrava andare per il meglio fino a quando, poche settimane fa, l’antitrust europeo ha dichiarato di aver aperto una inchiesta in merito all’accordo. Soltanto ieri Apple ha perciò chiesto l’approvazione formale di tale compravendita e in risposta la Commissione europea ha fatto sapere che prenderà una decisione – sebbene potrebbe non essere quella definitiva – entro il 23 aprile.

Che l’acquisto di una società relativamente piccola possa coinvolgere l’antitrust non deve ad ogni modo stupire: sebbene l’accordo sia di dimensioni contenute in termini finanziari, potrebbe invece avere grandi ripercussioni dal punto di vista dei dati. Apple infatti possiede tutti i dati dei propri clienti relativi ai download su iTunes e agli ascolti di Apple Music, ma mettere le mani sul database di Shazam amplia e non di poco il proprio campo visivo, incorporando una grossa fetta degli utenti Android e permettendole di avere una visione d’insieme praticamente globale.

Secondo quanto spiega un investitore, uno degli aspetti più sottovalutati di Shazam è che l’azienda offre un centro di controllo analitico, una sorta di cruscotto per i professionisti dell’industria musicale. Le etichette discografiche e i dirigenti hanno imparato a fare affidamento su tale piattaforma per scoprire ad esempio le canzoni che vanno maggiormente in voga o che stanno diventando rapidamente popolari. Avere la possibilità di accedere a questi dati per Apple sarebbe un duplice vantaggio visto che ne possiederebbe anche la proprietà, impedendo così ad altre società di poterli analizzare.

Per questo motivo l’UE non lo considera un affare così banale: c’è un’alta probabilità che la decisione che verrà presa il 23 aprile sia soltanto provvisoria e, viste le precedenti preoccupazioni espresse dalla Commissione europea in merito all’acquisizione (da parte di grandi aziende) di concorrenti piccoli ma ricchi di dati, potrebbe protrarre la presa di una decisione definitiva di altri quattro mesi.