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Arriva Ajax dentro iDisk e l’accesso a .Mac diventa facile

Immaginate che il successo del Web 2.0, quello che viene utilizzato da Google e altri operatori della rete, stia alla fine tutto in una tecnologia di nome Ajax. Cioè, in una somma standardizzata (più o meno) di tecnologie per rendere concreto un obiettivo molto semplice: fare in modo che l’uso del web sia sempre più simile a quello di una applicazione (maggiore semplicità , libertà  e interattività  senza uscire dal browser). Ecco, a questo punto si spiega come mai i prodotti di Google siano competitivi con quelli applicativi rilasciati ad esempio da Microsoft e via dicendo.

E si spiega anche perché è importante che Apple cominci ad utilizzare Ajax all’interno del suo sito. L’interattività  con le applicazioni di DotMac (ad esempio la posta elettronica o il calendario basato su iCal) sono molto limitate, soprattutto se paragonate a quel che si può fare con Gmail e Calendar (che peraltro è compatibile e similissimo a iCal). Invece, Microsoft e Ibm combattono la loro battaglia dal punto di vista di tecnologie proprietarie per rendere l’accesso al web sempre più ricco, ma non raggiungono gli stessi risultati né con Outlook né con Notes.

Arriviamo al dunque: scrivendo l’indirizzo

http://idisk.mac.com/NOMEUTENTE/Public

adesso si arriva a una pagina nella quale – sorpresa – è possibile amministrare completamente il proprio disco online oppure visitare il lato pubblico di quello di un altro abbonato DotMac. Un primo passo, una prima forma di interattività  che porta con sé due buone cose: Apple sta utilizzando (e forse continuerà  a farlo di più in futuro) le tecnologie Ajax e – conseguenza di questo – forse Safari diventerà  maggiormente flessibile e compatibile con queste tecnologie, aprendo la via a un uso diretto per esempio di Gmail e Calendar, tanto per dirne due.

Il problema di Safari, che non è stato ancora ben compreso e risolto, è la limitata interazione proprio con il Php e gli altri sistemi DOM di disegno degli elementi asimmetrici delle pagine web, quelli cioè che non hanno bisogno di essere ricaricati per venire aggiornati. Adesso, proviamo a predire, forse questo cambierà  e il livello di compatibilità  salirà  a quello di Firefox, basato anziché su Khml su Mozilla.

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