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Asus, Denon & Marantz, Philips e Pioneer condannate dall’antitrust europeo

La Commissione europea ha inflitto un’ammenda ad Asus, Denon & Marantz, Philips e Pioneer per avere imposto prezzi fissi o minimi ai rivenditori violando i criteri stabiliti dal diritto dell’UE sulla concorrenza.

La sanzione ammonta a oltre 111 milioni di euro ma sarà per tutti e quattro le aziende ridotta perché queste hanno accettato di collaborare con la Commissione.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “Il mercato del commercio online cresce rapidamente e in Europa corrisponde a un giro di affari di oltre 500 miliardi di euro ogni anno. Oltre la metà dei consumatori europei acquista online. Come conseguenza delle azioni intraprese da queste quattro aziende, milioni di consumatori europei si ritrovano prezzi più elevati per elettrodomestici, asciugacapelli, notebook, cuffie e molti altri prodotti. Una pratica illegale in base alla normativa antitrust dell’UE. La nostra decisione odierna dimostra che le norme comunitarie sulla concorrenza servono a tutelare i consumatori quando le aziende si frappongono a una maggiore concorrenza sui prezzi e alla possibilità di avere più scelte”.

Asus, Denon & Marantz, Philips e Pioneer risultano coinvolte in quello che in gergo si chiama l’imposizione di un prezzo minimo di rivendita, impedendo indebitamente ai venditori online ad applicare liberamente i prezzi per numerosi prodotti di elettronica di consumo quali elettrodomestici, notebook e sistemi hi-fi.

I quattro produttori sarebbero intervenuti con i dettaglianti online che offrivano prodotti a prezzi inferiori. Se questi non seguivano le indicazioni sui prezzi stabilite dalla casa madre, dovevano pagare sanzioni o subire minacce paventando il blocco delle forniture. Molti grandi rivenditori online per determinare il prezzo di un prodotto sfruttano algoritmi automatici tenendo conto dei prezzi applicati dalla concorrenza. L’imposizione dei quattro produttori ha impedito l’abbassamento dei costi di vari prodotti, con ovvio impatto generale sui consumatori. Tenendo conto dei sistemi automatici di monitoraggio dei prezzi online, i produttori in questione erano in grado di intervenire non appena individuavano modifiche ai prezzi nella catena di distribuzione.

Ammende

In particolare, Asus – che ha il quartier generale a Taiwan – monitorava i prezzi di hardware quali notebook e display, comportamento che ha continuato ad attuare dal 2011 al 2014. Denon & Marantz, dal Giappone, si è attivata per mantenere stabili i prezzi di prodotti audio e video come cuffie e speaker con i brand Denon, Marantz e Boston Acoustics, attività che ha svolto dal 2011 al 2015.

Philips, che ha il quartier generale nei Paesi Bassi, ha tenuto fermi dal 2011 al 2013 i prezzi di elettrodomestici, macchinette del caffè, aspirapolvere, sistemi per home cinema e home video, spazzolini elettrici, asciugacapelli e rasoi.

Oltre all’imposizione dei prezzi di prodotti destinati all’home theatre, speaker per iPod, altri set di speaker e prodotti hi-fi, Pioneer – dal 2011 al 2013 – ha anche impedito ai rivenditori di vendere oltreconfine ai consumatori che risiedono in altri Stati membri, sostenendo i diversi prezzi di vendita nei vari Stati membri, bloccando, ad esempio, ordini di dettaglianti che accettavano vendite transfrontaliere.

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