In attesa di HomePod, Amazon e Google perdono soldi negli speaker smart

Per guadagnare mercato Amazon e Google vendono gli speaker smart a un prezzo inferiore al costo di produzione, generando una perdita sull’hardware. Un analista spiega perché la strategia di Apple con HomePod è completamente diversa

Google Home Mini e Amazon-Echo Dot

Purtroppo il primo speaker smart HomePod di Apple non è arrivato a fine 2017 come promesso, ma è atteso in ritardo per l’inizio di quest’anno: nel frattempo Amazon e Google seguono una strategia di prezzi al ribasso per conquistare più quote di mercato, con il risultato che entrambi i colossi perdono soldi su ogni unità venduta. La differenza sostanziale di strategie tra Amazon e Google da una parte ed Apple dall’altra è stata analizzata da alcuni analisti.

speaker smart - Foto homepod
Secondo ABI Research Amazon Echo Dot ha un costo delle componenti di 31 dollari: nelle festività di Natale in cui è diventato uno dei prodotti più venduti in assoluto, è stato proposto al prezzo scontato di 29 dollari. Il prezzo di listino originale era di 50 dollari, identico a quello di Google Home Mini il cui costo stimato delle parti è di 26 dollari, anche questo proposto nelle festività a 29 dollari.

Si tratta dei modelli più piccoli ed economici delle famiglie di speaker smart di Amazon e Google: la stima delle parti non include diversi importanti costi, tra cui quello di spedizione, sovraccarichi e altre spese ancora, così per entrambi gli analisti stimano che siano venduti sottoprezzo, con una perdita per ogni unità venduta.

alexa su iphone amazon app

Questo accade perché Amazon e Google preferiscono guadagnare più quote di mercato, diffondendo il maggior numero possibile di unità anche a costo di affrontare una perdita sull’hardware, con l’obiettivo di recuperare denaro e fatturato tramite l’utilizzo nel tempo degli speaker smart. Per Amazon questo avviene tramite tutti gli acquisti di prodotti che gli utenti effettueranno tramite Echo Dot, mentre per Google la vera fonte di ricavi e fatturato proviene dai dati degli utenti sui prodotti e sulle loro abitudini di consumo.
google home miniL’approccio di Apple è invece completamente diverso: sempre secondo gli analisti Cupertino è determinata a ottenere un profitto sia sull’hardware di HomePod che sarà commercializzato al prezzo di 349 dollari, sia sostenendo gli abbonamenti al proprio servizio di musica in streaming Apple Music da 10 euro/dollari al mese. Il dibattito sulle diversità di strategia sfocia in conclusioni diametralmente opposte in base all’analista interpellato.

Per esempio per IHS Markit il prezzo super scontato degli speaker smart più piccoli «È ottimo per i consumatori ma negativo per Apple» come dichiarato a Reuters, un parere condiviso anche da IDC che rileva la vendita di circa 35 milioni di speaker smart, festività di Natale escluse, una base di installato che potrebbe ridurre la domanda di HomePod quando sarà rilasciato. Secondo altri invece le differenze tra Echo Dot, Google Home Mini e HomePod sono tali che non si influenzeranno a vicenda: anche se numerosi utenti hanno speso 29 dollari per l’acquisto, la spesa è talmente ridotto che non impedirà loro di comprare HomePod di Apple.