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BitTorrent non è più il re del traffico internet

Nel 2004, prima del cosiddetto web 2.0, il protocollo BitTorrent era responsabile di ben il 35% di tutto il traffico internet.

Lo riferisce il sito TorrentFreak spiegando che all’epoca, il file sharing tramite reti peer-to-peer (P2P) era il principale responsabile del traffico di rete e nessun altro servizio consumava larghezze di banda così grandi. Venti anni dopo, le statistiche in questione sono storia passata: con la crescita dello streaming, inclusi servizi quali YouTube, Netflix e TikTok, il traffico per il file-sharing non è altro che una goccia nel traffico dati odierno.

Pochi giorni addietro, l’azienda canadese Sandvine, specializzata nella gestione di banda larga, ha pubblicato il Global Internet Phenomena Report e da questo si evince che BitTorrent non è più al vertice della classica. Dali ultimi dati si evince che video e social media sono i principali responsabili del traffico in downstream, responsabili di oltre la metà dell’informazione trasmessa da reti fisse e mobili. Com’è facile immaginare, BitTorrent non è più nella lista delle principali app. Guardando il traffico upstream, il protocollo BitTorrent è ancora rilevante sulle reti di accesso fisse, dove rappresenta il 4% della banda; è stato ad ogni modo superato dalle app di cloud storage, da FaceTime, Google e YouTube. Sulle connessioni da dispositivi mobili, BitTorrent non è più indicato nella top ten.

BitTorrent non è più il re del traffico internet in upstream

Anche tra chi usa materiale pirata il file-sharing non è più così importante come un tempo: la maggior parte dei siti che propone film e musica piarata, si basano anch’essi sullo streaming.

Sandvine riferisce che BitTorrent, rimane significativo per il traffico generato da un piccolo numero di utenti, tra questi non solo pirati ma anche accademici che sfruttano il servizio per condividere grandi quantità di dati; l’uso di questo protocollo è destinato a diminuire sempre più man mano che gli utenti “passano al cloud” o riproducono “contenuti attraverso i servizi di streaming”.

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