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Commissione europea, primi risultati dell’indagine sull’IoT

La Commissione europea ha pubblicato i risultati preliminari della sua indagine settoriale sulla concorrenza nei mercati dei prodotti e servizi relativi all’Internet degli oggetti (IoT) di consumo nell’Unione europea. La relazione preliminare ha confermato la rapida crescita di tali mercati, individuando tuttavia anche le potenziali preoccupazioni espresse dai partecipanti all’indagine settoriale.

«Quando abbiamo avviato questa indagine settoriale, avevamo espresso preoccupazione per il fatto che sussisteva il rischio che emergessero in questo settore i cosiddetti controllori dell’accesso (“gatekeepers”)», ha dichiarato Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva, responsabile della politica di concorrenza «Ed eravamo preoccupati che potessero utilizzare il loro potere per danneggiare la concorrenza, a scapito delle imprese in via di sviluppo e dei consumatori.

«Dai primi risultati pubblicati emerge che le nostre preoccupazioni sono condivise da molti operatori del settore. Ed è necessaria una concorrenza leale per valorizzare al meglio il grande potenziale dell’Internet degli oggetti per la vita quotidiana dei consumatori. Poiché questa analisi confluirà nei nostri futuri interventi di esecuzione e regolamentazione, attendiamo con interesse di ricevere nei prossimi mesi ulteriori riscontri da parte di tutti i portatori di interessi».

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Margrethe Vestager

L’indagine settoriale sull’Internet degli oggetti di consumo è stata avviata il 16 luglio 2020 nell’ambito della strategia digitale della Commissione e a seguito di un annuncio contenuto nella comunicazione della Commissione dal titolo “Plasmare il futuro digitale dell’Europa”. Nel corso dell’indagine, la Commissione ha raccolto informazioni da oltre 200 imprese di diverse dimensioni, operanti nei mercati dei prodotti e dei servizi dell’Internet degli oggetti di consumo aventi sede in Europa, Asia e Stati Uniti. Inoltre, tali imprese hanno condiviso con la Commissione oltre 1.000 accordi. Queste informazioni costituiscono la base della relazione preliminare da poco pubblicata.

La relazione preliminare indica che, se da un lato l’Internet degli oggetti di consumo è un settore relativamente nuovo, dall’altro esso sta crescendo rapidamente ed è sempre più parte integrante della nostra vita quotidiana. Inoltre, si registra un aumento della disponibilità e della proliferazione di assistenti vocali come interfacce utente che consentono l’interazione con diversi dispositivi intelligenti e servizi di Internet degli oggetti di consumo.

La maggior parte dei rispondenti ha indicato nel costo degli investimenti nelle tecnologie e nella situazione concorrenziale i principali ostacoli all’ingresso o all’espansione nel settore. Secondo le risposte, i costi degli investimenti tecnologici sono particolarmente elevati nel mercato degli assistenti vocali. Per quanto concerne la situazione concorrenziale, un gran numero di rispondenti ha segnalato difficoltà a competere con imprese integrate verticalmente che hanno costruito i propri ecosistemi all’interno e all’esterno del settore dell’Internet degli oggetti di consumo (ad esempio Google, Amazon o Apple). Tali imprese determinano i processi per integrare i dispositivi e i servizi intelligenti e mobili in un sistema di Internet degli oggetti di consumo, dal momento che forniscono i sistemi operativi dei dispositivi mobili più comuni e i principali assistenti vocali.

I rispondenti hanno espresso preoccupazioni in merito a determinate pratiche di esclusività e di vendita abbinata in relazione agli assistenti vocali, nonché alle pratiche che limitano la possibilità di utilizzare assistenti vocali diversi sullo stesso dispositivo intelligente.

Sono stati evidenziati anche una serie di possibili problemi indicati dai rispondenti in merito alla posizione degli assistenti vocali e dei sistemi operativi per dispositivi intelligenti come intermediari tra gli utenti, da un lato, e i dispositivi intelligenti o i servizi di Internet degli oggetti di consumo, dall’altro. Questa posizione, combinata con il loro ruolo chiave nella produzione e raccolta dei dati, consentirebbe loro di controllare i rapporti con gli utenti. In tale contesto, i rispondenti hanno espresso preoccupazioni anche in merito alla reperibilità e visibilità dei loro servizi di Internet degli oggetti di consumo.

Fornitori di sistemi operativi per dispositivi intelligenti e di assistenza vocale sembrano avere un ampio accesso ai dati, comprese le informazioni sulle interazioni degli utenti con i dispositivi intelligenti di terzi e i servizi di Internet degli oggetti di consumo. I partecipanti all’indagine settoriale ritengono che l’accesso e l’accumulo di grandi quantità di dati non solo offrirebbero ai fornitori di assistenza vocale vantaggi in relazione al miglioramento e alla posizione di mercato dei loro assistenti vocali generici, ma consentirebbero loro anche di penetrare più agevolmente nei mercati contigui.

Secondo i rispondenti, la prevalenza della tecnologia proprietaria, che talvolta porta alla creazione di “norme de facto”, di pari passo con la frammentazione tecnologica e la mancanza di norme comuni, solleva preoccupazioni circa la mancanza di interoperabilità nel settore dell’Internet degli oggetti di consumo. In particolare, si ritiene che alcuni fornitori di assistenza vocale e sistemi operativi controllino unilateralmente i processi di interoperabilità e integrazione e siano in grado di limitare le funzionalità dei dispositivi intelligenti e dei servizi di Internet degli oggetti di consumo di terzi rispetto ai propri.

Le informazioni raccolte nell’ambito dell’indagine di settore sull’Internet degli oggetti di consumo forniranno orientamenti per la futura attività di esecuzione e regolamentazione della Commissione

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