Insegnante francese contro le “gite” in Apple Store: «Sfruttano i ragazzi»

Il concetto di “Gita all’Apple Store” non piace a un insegnante francese che si lamenta con il Ministro dell’Educazione. “I ragazzi usati per fare pubblicità a un’azienda”.

Apple offre ad alunni e insegnanti la possibilità di fare una “gita” agli Apple Store, un’esperienza didattica pensata per consentire ai ragazzi di creare qualcosa direttamente nei negozi. Studenti e insegnanti della scuola primaria e secondaria possono usare i dispositivi presenti negli Apple Store, mettere alla prova teorie con esperimenti e problemi, dare vita a storie interattivi, creare progetti che promuovano cambiamenti sociali, ecc.

Questo concetto di gita non piace a Paul Vannier, professore di storia-geografia e segretario nazionale del Partito della sinistra (“Parti de gauche”). “Gli studenti non dovrebbero occupare il normale orario scolastico nei negozi” ha dichiarato a  franceinfo l’insegnante che ha recentemente scoperto l’offerta di Apple. “Non si tratta altro che lasciare gli alunni a venditori che propinano argomentazioni pubblicitarie”.

Sul blog personale l’insegnante scrive che si tratta di un “confinamento negli ambienti dorati dell’azienda e di dogmi tecnicistici professati agli insegnanti”. Sottolinea altresì che nella dichiarazione di autorizzazione per i minori (quella che i genitori devono compilare per autorizzare la visita), si autorizza Apple a utilizzare foto, interviste, video o registrazioni del proprio figlio. Apple, si legge nel documento da firmare (qui il PDF in italiano), ha “il diritto di utilizzare, pubblicare, duplicare, trasmettere questo materiale o a far valere i diritti sullo stesso per qualsiasi scopo ragionevolmente legato al Programma”.

L’insegnante spiega che il materiale creato nei negozi rimane proprietà di Apple fino a quando non si passa all’acquisto di un dispositivo. A chi argomenta se l’insegnante ha tenuto conto della recente collaborazione tra Microsoft e il Ministero della Pubblica Istruzione per la fornitura di un ecosistema cloud alle scuole, l’insegnante risponde che il suo partito ha chiesto la cessazione della partnership tra il Ministero della Pubblica Istruzione e Microsoft.

gitaapplestore