Il CEO di Palm: ‘€œAndremo avanti da soli’€.

Jon Rubinstein, l’amministratore delegato di Palm, afferma che la casa produttrice di smartphone dall’esistenza travagliata può continuare a sopravvivere come società indipendente nonostante i noti numeri deludenti nella vendita dei prodotti di punta. A detta del CEO di Palm, parte delle mancate vendite sono da attribuire alla scarsa preparazione del personale di vendita che si trova nei negozi al dettaglio, incapaci – a suo dire – di far comprendere appieno ai possibili clienti le potenzialità dei nuovi dispositivi.

Palm può continuare a vivere anche come realtà indipendente. Questa l’opinine di Jon Rubinstein, l’amministratore delegato di Palm che sembra rispondere alle voci e indiscrezioni dei giorni scorsi che facevano riferimento ad una serie di aziende interessate agli assetti della società californiana.

Il CEO di Palm ha ammesso di aver preso in considerazione alcune offerte pubbliche di acquisto al seguito del susseguirsi di perdite finanziarie, nominando alcuni consulenti per esaminare varie opzioni, inclusa la vendita della società (tra i big interessati ci sarebbero stati HTC, Lenovo ma anche i cinesi di Huawei e ZTE), ma di avere a questo punto scartato la prospettiva. Rubinstein, che parlava nel contesto di una intervista con il Financial Times, pensa che sia siano ottime prospettive di crescita per i Pre e i Pixi e che, soprattutto, i prossimi dispositivi in arrivo consentiranno alla sua azienda di conquistare mercato e clienti. “Abbiamo un piano – dice Rubinstein – per tornare al profitto”

Tra le ipotesi in corso di esame c’è la cessione in licenza ad altre società di utilizzare del sistema operativo WebOS, una mossa che potrebbe nell’immediato certamente aumentare le entrate della società e la popolarità del suo interessante sistema operativo.

Il mercato degli smartphone è un settore molto competitivo: Apple sta guidando questo mercato e vari produttori affannosamente stanno tentando lo stesso sistema di distribuzione di applicazioni studiato a Cupertino.

Palm, al terzo trimestre fiscale avrebbe ancora in cassa 592 milioni di dollari. Secondo gli analisti di JP Morgan, la società brucerà 534 milioni di dollari prima di raggiungere il pareggio a maggio del 2012. L’unico vantaggio che hanno al momento gli smartphone di Palm rispetto agli iPhone è la loro capacità di eseguire operazioni in multitasking, un gap colmato dal recente annuncio dell’iPhone OS 4.0 atteso in versione definitiva per la fine di giugno.

Rubinstein afferma che la società sta lavorando alacremente su nuovi prodotti e su una nuova linea di dispositivi “fortissimi”. Secondo gli analisti di RBC Capital Markets, Palm ha una capitalizzazione di mercato di 820 milioni di dollari. Il valore del sistema operativo WebOS potrebbe attirare offerte tra i 2 e i 3 miliardi di dollari. “Se qualcuno fa un’offerta ragionevole è ovviamente un’opzione che terremo in considerazione” ha dichiarato Rubinstein.

A detta del CEO di Palm, parte delle mancate vendite sono da attribuire alla scarsa preparazione del personale di vendita che si trova nei negozi al dettaglio, incapaci – a suo dire – di far comprendere appieno ai possibili clienti le potenzialità dei nuovi dispositivi.

Palm sta aumentando il numero di operatori mobili con il quale collabora in Europa. Tra gli ultimi accordi, quelli con la francese SFR e Vodafone Germania. Mancano del tutto, invece, accordi di collaborazione con operatori asiatici. Nessuna notizia neppure su uno sbarco in Italia, secondo mercato europeo per numero di terminali venduti dopo la Germania.

[A cura di Mauro Notarianni]