PC in crisi, Intel taglia 12.000 posti di lavoro

Intel ha annunciato un taglio di 12.000 posti entro metà del 2017, l'11% della forza lavoro complessiva. Ristrutturazioni per puntare sempre più su cloud computing, Internet delle cose, memorie di nuova generazione.

Intel
Brian Krzanich, CEO di Intel
Brian Krzanich, CEO di Intel

Dopo il licenziamento di alcuni top manager ad inizio aprile, Intel risparmia anche sulla forza lavoro, annunciando un taglio di 12.000 posti entro metà del 2017, l’11% della forza lavoro complessiva. L’annuncio è stato fatto ieri in concomitanza alla pubblicazione della trimestrale dalla quale si evidenziano utili leggermente sopra le stime ma ricavi deludenti. L’azienda di Santa Clara avvisa già ora gli analisti spiegando che il fatturato nell’intero anno fiscale crescerà soltanto a cifra singola. È probabile che anche per questo al direttore finanziario Stacy Smith (manager da 28 anni in azienda) verrà affidato un nuovo incarico non appena sarà individuato un successore.

Secondo Intel il taglio degli esuberi fa parte di una strategia che consentirà non solo di ridurre le spese ma anche ottenere risorse da investire su aree quali: data center, Internet delle cose, chip per le memorie e cloud computing. La ristrutturazione porterà ad oneri per 1.2 miliardi di dollari nel secondo trimestre fiscale dell’anno ma secondo il produttore garantità risparmi per 750 milioni nell’anno in corso, arrivando per la metà del 2017 a 1,4 miliardi.

L’amministratore delegato Krzanich ha parlato di azioni che “porteranno a un cambiamento di lungo termine”, affermando di essere “fiducioso” e che Intel “emergerà come un’azienda più produttiva”. Intel ha registrato utili netti pari a 2 miliardi di dollari in rialzo (+3%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; i ricavi sono stati sono passati a 13,7 miliardi, il 7% in più rispetto ai 12,8 miliardi dei primi tre mesi dello scorso anno, sotto i 14,16 miliardi previsti dagli analisti ma un dato migliori dei 13,5 miliardi calcolati da Intel.

“Stiamo evolvendo da un’azienda centrata sui pc a una che alimenterà il cloud e miliardi di dispositivi connessi e intelligenti” ha detto Krzanich. La divisione dell’Internet delle cose ha messo a segno un aumento dei ricavi del 22% a 651 milioni; la divisione “Client Computing Group” – che include chip per computer e smartphone – ha ottenuto 7,549 miliardi di ricavi (+1,7%); per la divisione “Data Center Group” – che include i microprocessori per server – il giro d’affari è stato di 3,999 miliardi (+8,6%). Per il 2016 Intel ha abbassato le stime di crescita e non parla più di crescita a singola o doppia cifra.