Interventi chirurgici al cuore assistiti da computer, nuove sperimentazioni in USA

La chirurgia incontra la tecnologia: la FDA dà il via a interventi chirurgici al cuore assistiti da un computer

Interventi chirurgici al cuore assistiti da un computer, nuove sperimentazioni negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti è in arrivo una grande novità che riguarda la tecnologia che incontra la medicina e la salute: a partire da questo autunno la FDA, l’ente governativo statunitense per la sicurezza e la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, sperimenterà un approccio innovativo per gli interventi chirurgici al cuore assistiti da computer.

La sperimentazione riguarderà gli interventi di 160 pazienti negli Stati Uniti e la procedura si chiamerà Optima, ovvero Optima Target Identification via Modelling of Arrhythmogenesis. Una notizia che riguarda le applicazioni della tecnologia alla medicina e che interessano molto da vicino anche Apple, che sta investendo molto nell’ambito della salute

La FDA si occuperà della creazione di un modello virtuale del cuore del paziente, prima dell’operazione. Questa procedura permetterà di ridurre significativamente i numero di interventi chirurgici che i medici dovranno eseguire per curare soggetti con battiti cardiaci irregolari.

Prima di incominciare questo procedimento, viene eseguita al paziente una risonanza magnetica, che viene utilizzata per creare un modello del cuore. Il team della John Hopkins University che ha creato il sistema costruirà il modello con cellule virtuali. Le cellule, proprio come quelle reali, agiscono in modo diverso a seconda che si trovino in prossimità di tessuti cardiaci sani o danneggiati e ogni cellula viene stimolata con un impulso elettrico virtuale per verificare dove si sviluppa un battito cardiaco irregolare.

Interventi chirurgici al cuore assistiti da un computer, nuove sperimentazioni negli Stati Uniti

Il team eseguirà poi un intervento chirurgico simulato e proverà a capire quali parti del cuore potrebbero produrre un battito cardiaco irregolare in futuro. In questo modo potranno sviluppare un unico piano di trattamento, che interesserà non soltanto i tessuti che preoccupano nell’immediato, ma anche quelli che causeranno problemi in futuro. Il piano di trattamento sarà affidato al cardiochirurgo che lo seguirà durante l’operazione.

La procedura sembra essere un punto di svolta interessante con persone con fibrillazione atriale. Il 50 per cento delle persone sottoposte a intervento chirurgico per battiti cardiaci irregolari persistenti deve tornare sul tavolo operatorio per interventi di follow – up multipli. La nuova tecnica, testata per ora solo su 10 individui, ma è già un successo: solo una persona ha dovuto essere nuovamente operata. 

L’obiettivo sarebbe dunque già stato raggiunto: permettere ai medici di eseguire un numero di interventi chirurgici inferiore su pazienti con battiti cardiaci irregolari. Se la tecnica OPTIMA – presentata qualche giorno fa sulla pubblicazione online Spectrum – supererà i test FDA, l’ente governativo statunitense per la sicurezza e la regolamentazione  dei prodotti alimentari e farmaceutici, probabilmente sarà adottata presto in molti ospedali. 

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