MWC16 purtroppo per voi la realtà virtuale serve anche per lavorare, lo dimostra la IEEE

A MWC16 la IEEE manda i visitatori su Marte con una simulazione in realtà virtuale. Non è tra le più spettacolari ma dimostra che la tecnologia può essere sfruttata anche per lavorare e collaborare

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I due controller permettono di configurare parametri di volo e di sopravvivenza della navicella in atterraggio su Marte

Non solo videogiochi spettacolari e chat in mondi surreali con gli avatar degli amici: la realtà virtuale può già essere sfruttata a dovere per lavorare e collaborare, come ben dimostra la dimostrazione organizzata dalla IEEE durante il Mobile World Congress 2016.

Anche se la sigla IEEE può risultare un po’ esoterica per molti, si tratta della Institute of Electrical and Electronics Engineers, vale a dire la storica associazione che propone e stabilisce tutti i più importanti standard tecnologici che utilizziamo ogni giorno, dai codici ASCII per la rappresentazione dei caratteri su computer, passando per le emoji, Wi-Fi, collegamenti con e senza fili e moltissimo altro ancora.

Nel piccolo ma affollato stand della IEEE a MWC16 Macitynet è andata su Marte grazie alla dimostrazione in realtà virtuale. Invece di concentrarsi su ambienti ricostruiti in 3D con grafica da urlo, la dimostrazione permette a tre persone in contemporanea di gestire e configurare i numerosi sistemi di sopravvivenza e di navigazione dell’astronave. Ogni partecipante indossa un visore Oculus, cuffie e microfono e manovra due controller Thrustmaster per impostare livelli di temperatura, configurare antenne e comunicazioni, propulsione, ossigeno e numerosi altri strumenti. Durante la simulazione ogni pilota riceve dei messaggi di sistema scritti che devono essere letti ad alta voce, in questo modo gli altri partecipanti possono risolvere problemi e configurare le impostazioni in modo che l’atterraggio su Marte avvenga senza inconvenienti.

Solo con la collaborazione di tutti e tre i partecipanti è possibile portare a termine con successo la missione. Come accennato la demo non offre grafica allo stato dell’arte ma riesce a dimostrare con efficacia che la realtà virtuale può essere impiegata anche per collaborare e lavorare. Gli inviati di Macitynet hanno affrontato la prova e possono confermare che in più di una situazione gli eventi concitati e le numerose impostazioni da apportare generano uno stato di stress e ansia: grazie all’aiuto del coordinatore e con un pizzico di fortuna siamo riusciti ad atterrare su Marte. In questo caso le tre postazioni VR si trovano nello stesso punto ma nulla impedisce che i partecipanti si trovino anche a grande distanza tra loro. Dopo aver provato questa dimostrazione risultano molto più credibili i piani di Facebook e degli altri costruttori che stanno investendo sulle tecnologie VR non solo per videogiochi ma anche per chat, comunicazione, collaborazione e lavoro in remoto.

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