Nel CDA di Tesla arriva il “badante”: reclutato Larry Ellison di Oracle

La baby-sitter o, se volete, una sorta di "badante" arriva in Tesla dopo il patteggiamento siglato lo scorso settembre con la Securities and Exchange Commission dopo i tweet fuori controlo del CEO Elon Musk

Nel CDA di Tesla arriva la “badante”: reclutato Larry Ellison di Oracle

Larry Ellison, co-fondatore e CEO di Oracle, arriva nel CDA di Tesla insieme a Kathleen Wilson-Thompson, vicepresidente esecutivo a capo anche delle risorse umane di Walgreens Boots Alliance, azienda specializzata nella distribuzione di prodotti per la salute e il benessere.

L’arrivo dei nuovi manager era previsto nel patteggiamento siglato a settembre di quest’anno con la Securities and Exchange Commission – l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori – conseguenza dei tweet considerati “fraudolenti” con cui l’amministratore delegato di tesla, Elon Musk, aveva parlato un mese prima di un delisting mai avvenuto.

In una dichiarazione del board di Tesla si fa riferimento a una “ricerca allargata avvenuta negli ultimi mesi” con l’obiettivo di aggiungere al Consiglio di amministrazione stesso dei membri con “competenze complementari alle esperienze del board esistente. “Con Larry e Kathleen”, si legge ancora nella dichiarazione, “abbiamo aggiunto un imprenditore eminente e un leader delle risorse umane, entrambi appassionati di energia sostenibile”. Una nota riferisce anche che Ellison “un grande credente nella missione di Tesla, avendo comprato 3 milioni di titoli quest’anno”.

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Il mercato sembra intanto avere apprezzato la mossa di Tesla, in particolare l’arrivo del fondatore di Oracle. Ellison ha un patrimonio personale stimato in 50 miliardi di dollari (non lontano dalla capitalizzazione di Tesla) e in passato ha riferito di essere “un amico molto stretto di Elon Musk”. Ellison ha difeso varie volte le scelte di Musk. Uno dei pregi (che manca a Mush) è l’uso impulsivo di Twitter. Ellison ha 101.000 follower ma non “cinguetta” mai; Musk ha il difetto di non riflettere prima di scrivere ma forse dopo quanto accaduto con la SEC, ha imparato la lezione.

A ottobre di quest’anno Musk si è dovuto dimettere dalla presidenza di Tesla e non potrà più ricoprire quel ruolo con la compagnia per almeno tre anni. Potrà però restare amministratore delegato. Oltre all’accordo, la SEC ha anche accusato Tesla di “non aver rispettato controlli e procedure di divulgazione relativi ai tweet di Musk”.