Qualcomm: «Lo stop all’importazione di iPhone in USA non sarebbe un problema»

Il produttore di chip-Qualcomm non ci sta a quanto raccontano le aziende che supportano Apple presso l'ITC. "Possono acquistare e usare altri modem LTE senza violare diritti sui brevetti di Qualcomm".

Qualcomm
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Lo stop all’importazione di iPhone negli USA, come richiesto nel contesto della vertenza legale che Qualcomm ha con Apple, non sarebbe un vero problema. Lo sostiene l’azienda specializzata in chip, rispondendo alle azioni che altri protagonisti della tecnologia hanno messo in atto, preoccupate dalle ricadute sulla concorrenza e sulla competizione che potrebbe avere un simile provvedimento.

La vicenda, come noto, deriva da quella che Apple ritiene una vera e propria “tassa” che Qualcomm richiede ai costruttori di chip per Apple, inclusa Intel, sostenendo che utilizzano tecnologie di sua proprietà. Queste tecnologie dovrebbero essere concesse secondo termini FRAND ((fair, reasonable, and non-discriminatory, equi, ragionevoli e non discriminatori), per la loro essenzialità, invece Qualcomm prenderebbe elevatissime percentuali che verrebbero poi riversate su Cupertino. Nel contesto ella battaglia legale, Qualcomm ha presentato un reclamo all’International Trade Commission statunitense chiedendo di mettere al bando gli iPhone che usano chip-modem diversi dai suoi ma la scorsa settimana un gruppo che rappresenta Alphabet (Google), Amazon, Microsoft e Facebook si è schierata con Apple, sostenendo che impedire di importare iPhone con il modem-chip di Intel causerebbe “un rivelante shock” nell’offerta del mercato smartphone.

Tra i membri del gruppo di pressione in questione – aziende tutte parte della Computer & Communications Industry Association (CCIA) -, ci sono anche Samsung e Intel. “Se l’ITC approvasse la messa al bando, aiuterebbe Qualcomm a sfruttare il suo regime di monopolio per esercitare ulteriore leva finanziaria su Apple e permettere loro di portare all’innalzamento dei prezzi dei dispositivi dei consumatori” ha dichiarato Ed Black, Presidente e CEO della CCIA. “La posta in gioco qui è la disponibilità di iPhone e altri smartphone a prezzi migliori”.

Qualcomm afferma che la messa al bando degli iPhone non ha a che fare con i chip Intel ma con tecnologie brevettate di contorno ai chip Intel usati in alcuni iPhone. A suo dire, a lungo termine, la messa al bando dei dispositivi non farebbe male alla concorrenza e “Apple può acquistare e usare qualsiasi modem LTE senza violare diritti sui brevetti di Qualcomm”. A suo dire altre aziende, quali MediaTek, Samsung, Marvell, Leadcore, Spreadtrum e HiSilicon, mettono a disposizione chip-modem utilizzabili dall’industria degli smartphone.