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R.I.P: le cuffie audio con USB-C sono morte prima di nascere

Alle volte, quel che non si vede è più importante di quel che si vede. E al CES di quest’anno, conclusosi da pochi giorni a Las Vegas, non si è vista praticamente nessuna cuffia Usb Type-C. In pratica, se possiamo metterla in un altro modo, le cuffie audio Usb-C sono praticamente morte ancora prima di essere nate.

Uno dei fattori che sicuramente ha contribuito a questo fatto è la mancanza di uno spinotto (per adesso almeno) sugli iPhone, e quindi la mancanza di una cuffia earbud di alta qualità della casa di Cupertino. Perché, zitta zitta, Apple ha sempre avuto un ruolo molto importante nello sviluppo del mercato delle cuffiette vendute con i telefoni, che poi sono ormai la stragrande parte del mercato: tenere alta la media e spingere la concorrenza a fare un po’ meglio e con componenti di qualità migliore.

Nel corso del tempo gli auricolari bianchi con filo di Apple sono stati criticati, e non a torto dato che esistono tantissime cuffie di qualità maggiore e di prezzo però più importante. Ma la verità è che le cuffie con filo di Apple sono il prodotto ad altissima diffusione (visto il numero di telefoni venduti dall’azienda) di maggior qualità presenti sul mercato. La concorrenza Android spesso imita il colore ma poi non si sforza di arrivare a produrre cuffie paragonabili per componentistica e resa sonora.

Apple però ha scelto di perseguire la strada senza fili, mentre con Beats ha altri obiettivi e altri pubblici in mente. E le novità nel mondo delle cuffie Usb-C da utilizzare durante il giorno con il proprio telefono Android (per adesso) ma anche ad esempio con un MacBook o con un iPad Pro di ultima generazione.

R.I.P cuffie audio Usb-C

Invece, quel che si è visto al CES sono prodotti per l’audio 3D, per le connessioni wireless tra orecchie e apparecchi emittenti la musica o il suono. Ma niente rivoluzionarie cuffie Usb-C.

Come dicevamo, questa assenza è molto significativa. Il silenzio dell’abbandono. Un silenzio assordante. Lascia capire che il successore alle porta analogica mini-jack non stia minimamente guadagnando. Come detto, colpa di Apple che per adesso utilizza un jack dati proprietario, la porta Lightning, ed ha cambiato per prima il mercato eliminando la porta audio. Ma anche di Google, che è stato l’altro grande produttore di telefoni smart a seguire Apple e a gettare il connettore audio. Mentre Apple ha trasferito la sua tecnologia audio su Lightning, Google si è lanciata timidamente nel settore dell’audio via Usb-C senza però convinzione.

Di solito in questo tipo di transizione occorre molto tempo. E in effetti l’audio su Usb-C aveva cominciato a muovere i suoi primi passi in contemporanea con la nascita dello standard Usb. Ma è rimasto talmente indietro che probabilmente non riuscirà più a fare il suo.

Innanzitutto, ci sono delle incompatibilità. Perché ci sono modelli attivi o passivi o che compaiono come adattatori. Questo tipo di inconsistenza e la mancanza di supporto nel settore della telefonia mobile dell’Audio Accessory Mode, lo standard che dovrebbe definire quando una periferica collegata è per l’emissione dell’audio, ha creato una lista piuttosto lunga di incompatibilità. Il suono di solito funziona, anche se con livelli di qualità diversi nello stesso paio di cuffiette, ma i comandi sul filo cessano di funzionare e il microfono degrada o non funziona del tutto.

R.I.P cuffie audio Usb-C

Ad esempio, le cuffiette Bullets Type-C di OnePlus non funzionano con il Google Pixel 3 XL. Il che, nel grande schema delle cose non è un grande problema, ma sicuramente è la spia, l’indicatore di un problema più profondo. Di una occasione mancata. E richiede anche un minimo di attenzione se si decide di comprare un paio di cuffiette Usb-C di terze parti perché non è garantito che funzionino con tutti i telefonini.

Non finisce qui. Come abbiamo detto, di solito le cuffiette Usb-C non sono buone cuffie. E viene il sospetto, dato che tutti o quasi hanno anche un paio di cuffie senza fili in catalogo, che da parte delle aziende che producono telefonini l’interesse a investire su un qualcosa che probabilmente non servirà più in un paio di anni, quando la ricarica wireless sostituirà del tutto il bisogno di un cavetto per l’energia e i dati passeranno esclusivamente senza fili.

Ma questo apre la strada anche a un’altra, singolare opzione. E cioè in revival delle connessione con il mini-jack da 3,5mm. Alcuni produttori infatti stanno riportando il lo spazio per il buon vecchio spinotto analogico: da Sony al nuovo P30 di Huawei. Forse, una possibilità di trovare un uso per le vecchie cuffie audio di ottima qualità ancora c’è.

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