Rubinstein vicino all’addio a Palm?

Dopo l'abbandono di alcuni manager di primo piano, Palm potrebbe veder presto partire Jon Rubinstein. L'ex capo dell'hardware Apple e del settore iPod non sarebbe considerato adatto ai tempi in cui vive la società del Pre e che chiedono qualcuno capace di trattarne la cessione.

Jon Rubinstein sta per lasciare Palm? La possibilità che il Ceo della travagliata società sia prossimo alla porta d’uscita viene avanzata da TechCruch che cita fonti operanti nello stesso settore in cui opera Palm.

La ragione per cui Rubinstein potrebbe lasciare è nella particolare situazione in cui versa la società: il suo mercato è asfittico e ormai davvero poche persone credono che Palm possa uscire da sola dalla fossa dove si è cacciata. Proprio il fatto che ci sarà assai probabilmente bisogno di intavolare trattative con qualche azienda interessata a rilevarne gli assetti rende l’attuale Ceo, un grande tecnico ma un uomo di marketing non troppo esperto, inadatto al ruolo. Rubinstein seguirebbe figure di primo piano come Michael Abbot (capo di software e servizi in pratica la preziosissima piattaforma WebOs, fiore all’occhiello di Palm) e Caitlin Spaan (che si occupava delle relazioni con gli operatori di telefonia mobile), tutti e due usciti da Sunnyvale solo qualche giorno fa.

Intanto, nonostante le smentite dei giorni scorsi per iniziativa proprio di Rubinstein, non si esauriscono le voci su possibili acquirenti. Secondo Reuters, HTC, che era il maggior candidato, ha deciso di rinunciare dove avere dato un’occhiata a libri contabili, tabella di marcia dei dispositivi e previsioni di vendita, Huawei ha fatto sapere di avere congelato le trattative, ZTE sostiene di non essere mai stata contattata. A questo punto resterebbe in piedi solo l’ipotesi Lenovo; il quarto produttore di computer al mondo potrebbe usare marchio, tecnologie e brevetti Palm per rilanciarsi nel mondo dei dispositivi mobili.

Nelle passate settimane Lenovo ha riacquistato il suo ex braccio per dispositivi da tasca che aveva ceduto nel 2008, ma questa mossa, unita ad un’alleanza con Google per Android, potrebbe non essere sufficiente per contrastare i grandi del settore.