Spotify castiga gli artisti che offrono esclusive su Apple Music?

Spotify sta "punendo" gli artisti che propongono esclusive su Apple Music, mostrando in modo meno vistoso i loro contenuti e offrendo loro meno incentivi. Anche Universal Music non gradisce le esclusive e il nuovo di album di Lady Gaga arriverà anche su altre piattaforme.

Apple Music vs Spotify

Stando a quanto riportano sia The New York Times, sia Bloomberg, Spotify sta “punendo” gli artisti che propongono esclusive su Apple Music, mostrando in modo meno vistoso i loro contenuti e offrendo loro meno incentivi.

Spotify avrebbe esplicitamente fatto sapere agli artisti che offrono esclusive su Apple Music che i loro brani non saranno inclusi nelle playlist “in evidenza”; il servizio sarebbe arrivato al punto di “seppellire” alcuni brani nei meccanismi di classificazione. Questa tattica di rappresaglia sarebbe in atto da circa un anno.

Bloomberg spiega che il benservito è stato riservato non solo a chi ha siglato accordi per le esclusive su Apple Music ma anche ad artisti che hanno firmato accordi simili con Tidal, il servizio di streaming guidato da Jay Z.

Da un anno Spotify sente il “fiato sul collo” di Apple Music, servizio che vanta 15 milioni di utenti. Apple sta da tempo corteggiando artisti siglando accordi nomi quali Drake, Chance the Rapper, Frank Ocean, Dreezy, Taylor Swift e Katy Perry. Spotify vanta al momento un numero doppio di abbonati rispetto ad Apple Music.

Le esclusive non piacciano neanche a Universal Music: il CEO del gruppo, Lucian Grange, ha imposto agli artisti rappresentati di non siglare accordi in esclusiva. Questa decisione avrebbe impedito l’arrivo sul servizio di Apple del nuovo album di Lady Gaga; quest’ultimo era stato annunciato come esclusiva di Apple Music ma sarà invece disponibile da subito anche sulle altre piattaforme di streaming.

Aggiornamento. Come risposta alle voci secondo le quali Spotify nasconde i brani di artisti che rilasciano loro lavori in esclusiva su altri servizi, un portavoce dell’azienda ha dichiarato a Recode che le affermazioni in questione sono “inequivocabilmente false”.

Frank Ocean
Frank Ocean