Utenti Spotify infuriati per le nuove policy: la società chiede scusa

Spotify si scusa per le nuove politiche sulla privacy, che permettono all'app installata su dispositivi mobili di accedere a foto, voce, posizione e altri dati ancora.

spotify su iphone su macbook

La scorsa settimana Spotify ha cambiato le politiche relative alla privacy, connesse all’utilizzo delle applicazioni mobili per smartphone, consentendo all’applicativo, una volta installato, di accedere a dati, foto, contatti, posizione e voce. In molti, in effetti, si erano chiesti perché un’applicazione di streaming musicale avesse bisogno di queste autorizzazioni. Interviene oggi il CEO di Spotify, chiedendo scusa alla community e assicurando un veloce dietro front.

E così, è proprio Daniel Ek, CEO della società, a porgere le scuse agli utenti, promettendo al tempo stesso una pronta revisione della politiche sulla privacy: durante le prossime settimane i vertici della società “rifletteranno meglio” sulle scelte effettuate. Nel frattempo, però, lo stesso dirigente ha assicurato che Spotify chiederà il consenso di ciascun utente prima di procedere alla raccolta di questi dati, che comunque saranno utilizzati solo per scopi relativi al funzionamento dell’app, permettendo di personalizzare l’esperienza d’uso di Spotify. Non è insolito che una determinata app in uso sul proprio smartphone richieda l’accesso a foto, contatti, alla posizione o altro ancora, ma è il modo in cui Spotify ha cambiato le proprie linee guida che è suonato come un campanello d’allarme per gli utenti, che si sono visti imporre tali decisioni senza alcuna scelta. E’ chiaro, però, che dietro questa mossa vi è la netta intenzione di contrastare Apple Music in ogni sua funzionalità, ivi compresa quella di offrire playlist settimanali personalizzate.

Oltre alle scuse, il CEO di Spotify ha precisato che l’accesso alle foto non avverrà mai senza autorizzazione e che, in ogni caso, non saranno mai importare o salvate foto ad insaputa degli utenti sui server Spotify. Per ciò che concerne la posizione, Spotify intende specificare che non raccoglierà o utilizzerà in alcun modo la posizione ultima registrata senza esplicito consenso; questi dati saranno impiegati per personalizzare le raccomandazioni o per tenere aggiornati gli utenti sulla musica trend nella loro rispettive aree geografiche. Per ciò che concerne il reparto Voce, Spotify non accederà al microfono senza permesso dell’utente e, in ogni caso, servirà solo per implementare comandi vocali nelle future versioni dell’app. Infine, i contatti saranno utilizzati in futuro solo per dare agli utenti la possibilità di trovare i propri amici su Spotify in modo ancor più diretto e immediato. Sulle pagine di Macworld, il comunicato stampa ufficiale diramato da Spotify.

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