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Furto smartphone, Apple fa scuola: blocco attivazione adottato da altri produttori

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Apple fa scuola per la lotta al furto smartphone: il concetto del blocco attivazione usato sui suoi più recenti dispositivi sarà parte di una piattaforma che sarà adottato dalle più grandi aziende produttrici di smartphone tra cui, Samsung, Google, Microsoft, HTC, Huawei, Motorola e Nokia. Il sistema, a lungo invocato da forze dell’ordine americane, enti per la sicurezza, procuratori, è stato annunciato ieri allo Ctia come frutto di una collaborazione tra i primi cinque operatori telefonici wireless degli Stati Uniti e i costruttori di telefoni.

Il documento adottato, “Smartphone Anti-Theft Voluntary Commitment”, si fonda almeno in parte sull’idea che ha avuto Apple e che impedisce a chi ha iOS 7 e un dispositivo della Mela, di riattivare il telefono senza conoscere una password che viene immessa al processo di registrazione. Nel caso di iPhone e iPad si tratta dell’identificativo di accesso ai servizi iCloud e di Apple Store, nel caso di altri produttori potrebbe trattarsi di una login e una password per servizi simili (Android usa ad esempio l’ID Google) . Oltre a questa componente verrà adottato un sistema di cancellazione remoto, anche questo già parte di iOS, ma più comune del blocco attivazione e largamente diffuso sia come parte dei vari sistemi operativi, sia come servizio offerto da società che si occupano di gestione centralizzata di dispositivi mobili.

Tutte le operazioni dovranno essere reversibili nel caso il dispositivo venga recuperato; niente, quindi, cosiddetta “pillola della morte” per gli smartphone, un sistema che distrugge il telefono senza più possibilità di essere ripristinato alle condizioni originali, una proposta che sarebbe stata più più semplice da adottare, ma che avrebbe comportato per la vittima del furto, l’obbligo di rinunciare al proprio telefono anche se per caso fosse stato ritrovato.

 

L’obbiettivo del patto è chiaro: rendere standard un sistema per impedire di azzerare un telefono usato, renderà i cellulari scarsamente appetibili. Un ladro che dovesse entrare in possesso di uno smartphone, non avrà alcuna convenienza a trattenerlo visto che non potrà usarlo per sè nè cederlo ad altri.  Anche chi trovasse un cellulare smarrito non dovrebbe più avere la tentazione a non restituirlo visto che sarà impossibile cancellarle il contenuto e riutilizzarlo senza conoscere la password iniziale.

I furti di smartphone sono un problema molto grave negli Stati Uniti, dove in città come New York un reato su tre commesso in strada riguarda proprio il furto del telefonino. Alcuni furti e scippi sfociano in crimini violenti che provocano persino la morte delle vittime, sia per ragioni accidentali, come la caduta, sia per accoltellamenti e colpi d’arma da fuoco. A San Francisco è stata addirittura istituita una squadra in borghese che opera per prevenire e dissuadere il furto di smartphone, mentre nella città di New York continua a crescere anno su anno il numero di furti di iPhone e iPad. “Fino ad oggi l’industria wireless non è progredita abbastanza sotto questo punto di vista” ha dichiarato Mark Leno, senatore della California “con la proposta di oggi le cose dovrebbero cambiare: l’obiettivo finale sarà infatti quello di combattere la criminalità nelle strade ed i furti violenti che coinvolgono smartphone e tablet”. Leno, che  non ritiene, però sufficiente il sistema adottato e pretende che l’utente non sia in grado, come accade oggi, di rinunciare alla sua attivazione e che sia integrata proprio dal kill switch, il sistema che “uccide” definitivamente il telefono. In ogni caso Leno è soddisfatto: “fino a pochi giorni fa – dice in una dichiarazione – queste stesse aziende dicevano che il provvedimento che prendono oggi era impossibile da adottare”

Ricordiamo che Apple, il cui iPhone è il telefono più venduto al mondo in termini di unità e anche il più desiderato, da tempo lavora per ridurne l’appetibilità sul mercato del furto. In iPhone ( e anche iPad) sono attivi il blocco attivazione, un sistema di cancellazione remota mediante un chip di sicurezza, la cifratura del contenuto ed è fruibile anche un servizio, Find My iPhone, che permette di individuare il telefono usando il GPS. Find My iPhone una volta disattivato, non si può disattivare senza conoscere le password principale del telefono che può essere di tipo molto complesso, caratterizzata da una lunghissima serie di caratteri e simboli. Apple ha, infine, anche adottato Touch ID un lettore di impronte digitali che rende molto più semplice usare proprio password elaborate. Anche Samsung di recente ha implementato un sensore simile sul Galaxy S5, anche se non sembra essere molto sicuro.

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