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Furti smartphone, la pillola del suicidio fa risparmiare

Stando a quanto emerso da un recente sondaggio, quasi tutti gli utenti di smartphone negli USA vogliono il kill-switch sul proprio telefono, in modo da poterlo rendere inutilizzabile nel momento in cui gli viene rubato.

Secondo lo studio attivando un sistema che è una specie di suicidio del cellulare, ci sarebbe un risparmio di quasi 2,6 miliardi di dollari l’anno, cifra che negli Stati Uniti rappresenta la spesa annua per la sostituzione dei cellulari rubati.

Anche i clienti pensano che un sistema per rendere inutilizzabile il telefono sia una soluzione da implementare. Nel sondaggio effettuato su 1.200 utenti smartphone nel mese di febbraio, il 99% degli utilizzatori ritiene che le aziende dovrebbero permettere a tutti di disabilitare un telefono in caso di furto, mentre l’83% pensa che l’implementazione del kill-switch disincentiverebbe i ladri riducendo conseguentemente il numero dei furti di dispositivi. Tanto per citare qualche altro dato, secondo quanto rilevato dalle forze dell’ordine, il 50% delle rapine a San Francisco sono mirate al furto dello smartphone; a New York i furti di smartphone sono aumentati dal 20% al 40% soltanto dal 2011 al 2012 ed a Londra ogni mese vengono rubati circa 10.000 smartphone.

Sostanzialmente, come già accade in seguito al furto della carta di credito, gli utenti vorrebbero poter chiamare l’azienda produttrice dello smartphone e chiedere di “uccidere” il proprio dispositivo che eseguirebbe l’ordine, permettendo così che tutti i dati in esso contenuti (password, dati personali, carte di credito, ecc) vengano completamente cancellati.

Per quanto riguarda il kill-switch, Apple lo ha già, di fatto, implementato con iOS 7: se presente il nuovo aggiornamento di iOS, chi ruba un iPhone si trova di fronte ad un muro che è difficile da superare, visto che è impossibile ripristinarlo ed, a determinate condizioni, impedisce che venga disattivata la ricerca mediante GPS. Il meccanismo entra in gioco non appena si attiva Trova il mio iPhone: a quel punto il sistema richiede l’Apple ID e la password, impedendo la disattivazione del servizio, l’inizializzazione e la riattivazione dei dispositivi a chi non è in possesso di questi dati. Anche se il dispositivo viene inizializzato da remoto, il sistema continua ad impedirne la riattivazione fino a quando non vengono inseriti Apple ID e password del proprietario continuando a mostrare un messaggio deciso dal legittimo proprietario. Il blocco attivazione viene avviato automaticamente all’attivazione di Trova il mio iPhone in iOS 7 o eseguendo l’update ad iOS 7 da una precedente versione di iOS in cui Trova il mio iPhone è già attivata. Per attivarlo basta recarsi in Impostazioni > iCloud ed accedere all’account.

In caso di smarrimento, basterà attivare la modalità smarrito accedendo a www.icloud.com/find da un Mac o un altro dispositivo. Tale modalità blocca lo schermo con un codice a quattro cifre che permette di visualizzare un numero di telefono o un messaggio personalizzato per aiutare a recuperare il dispositivo: è anche possibile inizializzare il dispositivo in remoto e continuare a visualizzare il messaggio dopo l’operazione.

È pur vero che nel caso di Apple la situazione non è quella ideale. Se l’utente non attiva la funzione di blocco del telefono è sempre possibile rubare le informazioni che si trovano al suo interno e se non attiva la funzionalità Find My Phone, non è neppure possibile impedire la sua riattivazione. Nel caso del kill switch, invece, il telefono potrebbe essere reso permanentemente inutilizzabile, indipendentemente dal sistema operativo e dalle operazioni svolte dall’utente finale.

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