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Tim Cook invitato in Canada per parlare di «Fake News»

Il CEO Tim Cook, e Jeff Williams, Chief Operating Officer di Apple, sono stati invitati a Ottawa (Canada) per parlare di “Fake News”, in occasione di un evento internazionale nel corso del quale si parlerà di disinformazione online.

L’International Grand Committee on Disinformation and Fake News, un gruppo di membri del parlamento canadese, esorta amministratori di social media come Mark Zuckerberg di Facebook, a partecipare all’incontro nel corso del quale si parlerà della sempre più massiccia diffusione della disinformazione online.

Il comitato permanente della Camera dei Comuni che si occupa dell’accesso all’informazione, di privacy ed etica – riferisce il sito CBC – ospiterà il secondo meeting a maggio. Il comitato permanente è composto da parlamentari di Canada, Regno Unito, Argentina, Belgio, Brasile, Francia, Irlanda, Lettonia e Singapore. Oltre che Zuckerberg, il comitato ha invitato anche: la COO di Facebook, Sheryl Sandberg; il CEO di Google, Sundar Pichai; l’ex presidente esecutivo di Google, Eric Schmidt; il CEO di Apple, Tim Cook, lo Chief Operating Officer di Apple, Jeff Williams; il CEO di Amazon, Jeff Bezos; il CEO di Amazon Web Services (AWS), Andrew Jassy; il CEO di Twitter Jack Dorsey; il co-fondatore di WhatsApp, Brian Acton; e il CEO di Snap, Evan Spiegel.

Fake news

Il parlamentare conservatore Bob Zimmer, presidente del Comitato canadese, ha dichiarato che si tratta di una opportunità per questi dirigenti di spiegare cosa stanno facendo per proteggere la privacy delle persone e fermare la diffusione della disinformazione. “È di vitale importanza ascoltare questi importanti dirigenti e ottenere le risposte che cerchiamo” ha dichiarato Zimmer. “Non accetteremo le dichiarazioni di rappresentati regionali in questo incontro, giacché l’esperienza del precedente incontro ha evidenziato come inadeguate le loro risposte”.

Il 18 febbraio è stata pubblicata la Relazione finale sulla disinformazione e le Fake News del Parlamento britannico, un rapporto di oltre 100 pagine (PDF), a termine di un anno di indagini “prima, durante e dopo Cambridge Analytica” con esiti netti: Facebook ha intenzionalmente e consapevolmente violato la privacy dei dati e le leggi anti-concorrenza e ha permesso che si manipolassero le informazioni a scopi politico-elettorali.  Il verdetto contro il social network – riferisce Confindustria – è severo: “Molte delle prove che abbiamo esaminato durante la nostra inchiesta si sono concentrate sulle pratiche commerciali di Facebook prima, durante e dopo lo scandalo della violazione dei dati di Cambridge Analytica. Riteniamo che nelle prove fornite al comitato Facebook abbia cercato deliberatamente di frustrare il nostro lavoro, dando risposte incomplete, ingenue e talvolta fuorvianti alle nostre domande. Anche se Mark Zuckerberg non crede di essere responsabile nei confronti del Parlamento del Regno Unito, lo è rispetto ai miliardi di utenti di Facebook in tutto il mondo. Si tratta di problemi che le principali società tecnologiche conoscono bene, ma che non risolvono. La sfida per l’anno a venire è iniziare a affrontarli; non possiamo ritardare ancora” così il parlamentare Damian Collins, presidente della Commissione Digitale, Cultura, Media e Sport DCMS.

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