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Trump «Apple sblocchi gli iPhone del cadetto che ha sparato e ucciso i marinai in Florida»

Trump interviene nel dibattito sulla battaglia contro la cifratura dei telefoni e in un tweet invita Apple a “sbloccare” gli iPhone come richiesto dalle forze dell’ordine, lasciando intendere che l’azienda deve farlo perché ha ricevuto aiuti in materia di scambi commerciali e altre questioni.

“Abbiamo aiutato Apple ogni volta i materia di SCAMBI COMMERCIALI e molte altre questioni, eppure rifiutano ancora di sbloccare gli iPhone usati da killer, narcotrafficanti e altri violenti elementi criminali. Devono prendersi le loro responsabilità e aiutare la nostra grande Nazione, ADESSO! MAKE AMERICA GREAT AGAIN”, ha scritto Trump in un tweet.

Il tweet di Trump arriva pochi giorni dopo che Apple ha ricevuto una richiesta dell’FBI per sbloccare due iPhone che gli investigatori ritengono collegati a Mohammed Saeed Alshamrani, l’ufficiale della Royal Air Force che lo scorso mese ha ucciso tre marinai nella base di Pensacola in Florida, prima di essere a sua volta ucciso dalla polizia.

L’agenzia governativa di polizia federale degli Stati Uniti d’America ha inviato una lettera al responsabile legale di Apple, riferendo che – nonostante l’autorizzazione giudiziaria per individuare contenuti – l’accesso non è possibile perché i due telefoni sono entrambi protetti con password. I funzionari hanno provato a individuare la password, ma senza risultati.

Lunedì 13 gennaio anche il Segretario alla Giustizia degli Stati Uniti, Bill Barr, ha riferito di avere chiesto a Apple di occuparsi dello sblocco, affermando che questa non ha avrebbe fornito aiuto concreto alle richieste per le indagini. Apple ha respinto le accuse e riferisce di avere fatto tutto il possibile. «Respingiamo la caratterizzazione secondo la quale Apple non ha fornito aiuto concreto nelle indagini sull’attentato a Pensacola» ha dichiarato un portavoce della multinazionale di Cupertino. «Le nostre risposte alle loro numerose richieste sin da quando l’attacco è avvenuto, sono state tempestive e approfondite».

Sblocco iPhone

Apple ha fornito le informazioni memorizzate su iCloud, ma il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti mira ad avere accesso completo al telefono, invitando Apple a realizzare una “backdoor”, una porta di accesso secondaria che consenta sempre e comunque l’accesso ai dispositivi. La Casa di Cupertino rifiuta di creare backdoor perché, come più volta ha spiegato, funzionalità di questo tipo potrebbero portare “a minare le libertà dei cittadini”. Tim Cook in altre occasioni ha spiegato che, benché le intenzioni di FBI e forze dell’ordine siano buone, «Sarebbe errato obbligarci a integrare porte di accesso riservate nei nostri prodotti». La backdoor, aveva detto Cook, è qualcosa che «Semplicemente non abbiamo, e che consideriamo troppo pericoloso creare». Perché «Nelle mani sbagliate, questo software avrebbe il potenziale di sbloccare qualsiasi iPhone fisicamente in possesso di qualcuno. E mentre il governo può sostenere che il suo uso sarebbe limitato a questo caso, non c’è modo di garantire tale controllo».

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