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Trump ci ripensa, vietare completamente WeChat non conviene all’America

Il bando totale di WeChat non s’ha da fare. Anche perché all’America non conviene. Non solo perché danneggerebbe le vendite di iPhone in Cina, visto che il 95% della popolazione del paese sarebbe disposta a prendere uno smartphone Android piuttosto che rinunciare all’app, ma perché in ballo c’è il business di tantissime altre aziende statunitensi.

I funzionari dell’amministrazione Trump le hanno da poco contattate proprio per rassicurarle del fatto che ci sarà ancora modo di fare affari con WeChat in Cina. Pare infatti che ci si stia ripensando: un dietrofront alla Trump non totale ma quasi, visto che una rimozione totale dell’app potrebbe essere devastante “Per la tecnologia, le vendite al dettaglio, i videogiochi e le telecomunicazioni statunitensi”. Trump, dicevamo, il 7 agosto ha firmato un ordine esecutivo con il quale vieta tutte le transazioni statunitensi con ByteDance e Tencent che sarebbe dovuto entrare in vigore il 20 settembre.

A pagarne le spese forse più di altri sarebbe proprio Apple: un quinto delle vendite avviene in Cina e una eventuale “vendetta” del paese potrebbe avere un impatto non indifferente anche sulla produzione, visto che la maggior parte delle fabbriche che producono i dispositivi dell’azienda si trovano proprio lì. Secondo Craig Allen, presidente dell’US-China Business Council, starebbe facendo pressioni per conto di aziende come General Motors e Walmart nel tentativo di mostrare all’amministrazione Trump quanto devastante sarebbe un divieto dell’app per le aziende americane. «WeChat è un po’ come l’elettricità. La usi ovunque».

Trump ci ripensa, vietare completamente WeChat non conviene all’America

Non che non lo sappiano già. Pare infatti che starebbero valutando piuttosto ad un divieto parziale dell’app, impedendo teoricamente il download e l’aggiornamento dell’app negli Stati Uniti, consentendo così ad aziende come Apple di continuare a proporre l’app sull’App Store cinese. Una scelta di questo tipo impedirebbe comunque agli utenti iPhone americani di usare l’app, a meno che non la scaricano prima che il divieto entri in vigore. E in ogni caso, non appena uno degli aggiornamenti renderà obsoleta l’attuale versione, saranno fuori anche tutti gli altri americani che già cel’hanno (a meno di non creare un account App Store cinese, ma questa sarebbe un’altra storia).

Però in questo modo quantomeno gli utenti iPhone cinesi potrebbero continuare ad usare l’app come hanno sempre fatto, visto che nel paese funge un po’ da “chiave universale” per fare di tutto, dalle comunicazioni ai pagamenti nei negozi e online. Mancano esattamente trenta giorni dall’entrata in vigore del divieto, che a questo punto potrebbe essere diverso dalle idee iniziali. Seguiremo la vicenda e vi terremo aggiornati: nel frattempo, tutti gli articoli di Macitynet che parlano di WeChat, Trump e Apple sono disponibili ai rispettivi collegamenti.

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