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Un Lisa a San Francisco il 18 Gennaio 2008

Mort si definisce come uno dei soli 12 tassisti autoctoni di San Francisco, entità  quasi soprannaturali che ogni due settimane si riuniscono in cene che sembrano convention di fantasmi. Ci sentiamo di confermare senza dubbio la sua statistica: questo è il nostro sesto Macworld Expo e mai prima d’ora ci era capitato di essere trasportati da qualcuno che avesse qualche una qualche attinenza con la cittadinanza americana: per molti il lavoro di tassista è un ripiego dopo il licenziamento o un primo impiego all’arrivo nell’America del Nord.

Due casi per tutti: nel 2002 nel tragitto tra il Moscone Center e l’aeroporto il nostro cocchiere motorizzato era un tale Pavel di origini cecoslovacche che al solo udire che avevamo visitato la città  per seguire una fiera di Mac cominciò a manifestare il suo risentimento in qualche dialetto oscuro, scuotendo la testa e ammonendo che l’industria dei computer può lasciarti a piedi all’improvviso come era accaduto a lui con la bolla speculativa di Internet: era rimasto d’un colpo senza lavoro, con una moglie che se ne era andata e con la prospettiva di ricominciare dal gradino più basso degli impieghi al servizio del pubblico e, particolare non secondario, odiava i Mac in generale e Steve Jobs in particolare.

L’altro caso recentissimo è quello di Nawaz, giovane pakistano probabilmente al suo primo o secondo giorno di lavoro che alla richiesta di portarci a Fort Mason, notissimo punto di interesse della città  (qui li chiamano LandMark) prima lo traduce in un improbabile Fort Mission, poi in un biascicato Fort Mashon e rimane basito senza estrarre, come di solito fa anche il più inesperto tassista, un GPS, una cartina una qualche guida che può dargli un briciolo di speranza di oltrepassare la difficoltà  di spostarsi in una città  che conosce a malapena. Imbarazzante il dover scendere dal taxi dello sprovveduto lasciandolo lì mortificato a grattarsi la testa e ad interrogarsi se il mestiere che ha scelto fa al caso suo.

Non è il caso dell’esperto Mort: lui conosce a perfezione non solo le strade San Francisco ma anche la storia della città  e le sue caratteristiche demografiche, guida perchè gli piace il suo lavoro ed è soprattutto orgoglioso del suo GreenCab, uno dei primi taxi a propulsione ibrida della città , una Toyota Prius con un grande display centrale sul cruscotto che mostra il funzionamento dell’alimentazione mista del veicolo.

“Queste auto costano poche migliaia di dollari di più delle auto a benzina, le Crown Victoria che vedete attraversarci la strada, e lo Stato della California non ci offre alcuna sovvenzione, però ci permette di allungare gli shift, i turni di lavoro rispetto agli altri tassisti e così recuperiamo la differenza in soli 3 mesi e poi è tutto guadagno perchè le auto consumano meno e inquinano meno.
Il problema è capire cosa accadrà  con la manutenzione ma potremo fare un consuntivo solo a 3 anni da oggi e soprattutto sperare di non avere incidenti che coinvolgano il fronte sinistro dell’auto: la Toyota ha stranamente o forse intenzionalmente collocato lì il computer di bordo proprio dietro al fanale e al primo impatto serio se ne partirebbero 10.000 dolllari.”

Ma poi si illumina: “Ma cosa vi porta dall’italia in gruppo? Non sarete per caso qui per il Macworld? Sapete, io ero in giro per tutti i Macworld che si son tenuti qua.
E il mio primo computer è stato un Lisa: lo pagai 10.000 dollari e devo dirvi che l’ho ancora, in cantina.
“Lo sa” gli dico, ” che domani è il 25mo anniversario della nascita di Lisa?”
“Non me lo ricordavo, è passato tanto di quel tempo: pensate che anni fa ho persino aiutato mio cognato a mandare avanti una compagnia di software” e butta lì un nome simile a tanti altri di una delle molteplici aziende nate per sfruttare per qualche tempo un’idea brillante di un programmatore per poi tornare nell’ombra.

“Ho sempre avuto Mac, sono i computer concepiti in California, sono nati da queste parti come me e devo dirvi che anche oggi uso un Mac sia a casa che al lavoro. All’inizio costano di più ma la convenienza la vedi nel tempo.
Nella nostra cooperativa di Taxi ci aiutano a tenere la contabilità  e a gestire il parco mezzi. Think Different è stato lo slogan di Steve Jobs quando è tornato in sella e io l’ho sempre seguito, negli anni 80 anche ora che guido uno dei pochi Green Cab della città .
Il sindaco vuole tutti Taxi verdi a San Francisco entro il 2011 ma noi, come faceva Apple 25 anni fa e ancora oggi, siamo un passo avanti.”

Siamo tornati a casa. Lisa è distante nel tempo, Mort è dall’altra parte dell’oceano ma grazie a YouTube abbiamo modo di fare un piccolo “rewind” sull’incontro di qualche ora fa rivedendo una intervista a Mark Gruber, socio di Mort nella cooperativa di tassisti verdi, che spiega il motivo per cui è passato da un auto che fa 12 miglia con un gallone di benzina ad una che con lo stesso carburante ne fa 40 con una riduzione delle emissioni di biossido di carbonio del 75%. Buon viaggio nel futuro.

Abbiamo ritrovato naturalmente anche alcuni filmati di Lisa tra cui la stucchevole pubblicità  con Kevin Costner ma il più interessante ci è parso quello di Alfred Di Blasi che racconta una sua dimostrazione con Lisa nel 1984: nessuno aveva mai visto qualcosa del genere al tempo e Al spiega la straordinarietà  del computer creato da Apple, sopratutto per il mercato education. Saltate al quinto minuto dopo l’introduzione. E buon viaggio a ritroso nel tempo.

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