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Violati dati di Acer: a rischio carte di credito, nomi e indirizzi clienti USA

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Lo store online di Acer è stato violato e ora sono a rischio i dati di circa 34.500 clienti, inclusi numeri di carte di credito completi di nome e indirizzo. Dalla sede statunitense dell’azienda è stata inviata una lettera al procuratore generale della California spiegando che il problema riguarda i clienti che hanno fatto acquisti sul sito USA tra il 12 maggio dello scorso anno e il 28 aprile di quest’anno.

“Dai nostri registri”, si legge in una mail inviata ai clienti, “abbiamo stabilito che le vostre informazioni potrebbero essere state carpite, includendo potenzialmente nome, indirizzo, parte finale del numero della carta di credito, data di scadenza e il codice di sicurezza a tre cifre”. Acer afferma di non catalogare dati quali i numeri di Social Security e di non avere al momento prove che siano stati carpite anche login e password con le credenziali di accesso.

Il consiglio ha chi ha ricevuto la lettera è quello di sempre: cambiare le password, se, come tanti utenti, si ha l’abitudine di usare le stesse identiche password per accedere ai vari siti e servizi. La fuga di dati e informazioni che in teoria dovrebbero rimanere riservate (o ad ogni modo registrate con specifici meccanismi di protezione), è da tempo diventata un problema. Per qualsiasi utente è fondamentale riorganizzare l’intero sistema delle proprie password, razionalizzandolo, usando quando possibile password diverse per i vari account, attivando i meccanismi di autenticazione a due fattori (opzione offerta da Apple, Google, Amazon e tanti altri) che rende inutilizzabili le password, anche quando vengono individuate dai ladri.

In molti tendono a usare sempre le stesse password, per l’ovvia difficoltà di imparare nuove password a memoria. Occorre ricordare che esistono ad ogni modo ottimi password manager per i vari sistemi operativi, in grado di semplificare la loro gestione. Se non attivo un meccanismo di verifica in due passaggi, le password servono a poco se non sono sufficientemente robuste. Un semplice trucco per creare password complesse ma allo stesso tempo facili da ricordare consiste nell’usare le prime lettere delle parole in una frase che si conosce a memoria; esempio: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura”, diventa “nmdcdnvmrpuso”; questa seguita da numeri o simboli diventa una password sufficientemente robusta.

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