Come uccidere il VOIP per tutti in una sola, semplice lezione

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Negli Stati Uniti i fornitori di connessione telefonica, dopo anni di sottovalutazione della tecnologia, si stanno spaventando per la crescita delle linee VoIP come Skype, basate sulla rete per telefonare. E hanno un piano, secondo la Pbs, per azzerare il mercato distruggendo il business di tantissimi neonati operatori virtuali.

In un duro editoriale della Pbs, il canale informativo multimediale pubblico degli Stati Uniti che da anni rappresenta una voce piccola e completamente disallineata per l’informazione del Paese, Robert Cringely ci va giù duro. E spiega, passo passo, perché i giorni felici del VoIP sarebbero già  passati.

In pratica, sostiene il giornalista, le grandi compagnie telefoniche si stanno rendendo conto in queste settimane di quanto sia grande e “caldo” il mercato del VoIP, la telefonia fatta attraverso Internet sfruttando tecnologie differenti che consentono di bypassare i gateway delle grandi compagnie telefoniche e telefonare all’altro capo del mondo con elevata qualità  a costi bassissimi. E questo fatto, alle grandi sorelle della telefonia, ovviamente non fa piacere.

Per contrattaccare il mercato, oramai popolato da migliaia di piccole offerte (alcune più di successo, altre molto fragili) stanno iniziando anche loro a proporre le proprie soluzioni. Basate sempre sul VoIP, che se da un lato abbatte drammaticamente i margini, dall’altro permette anche di ridurre in maniera sensibile le spese. Ma con un punto, nota il giornalista della Pbs, che rende l’operazione un vero e proprio killeraggio da parte degli ex monopolisti della voce. Ovvero la modalità  di implementazione.

I pacchetti dati che transitano attraverso la rete si appoggiano per la maggior parte alle infrastrutture proprio dei fornitori di accesso telefonico, che sono anche i fornitori di banda per le connessioni casalinghe. Quindi, loro sono i router e gli switch che fanno “girare” i pacchetti attraverso ampie porzioni della rete. E questi pacchetti che portano la voce delle telefonate VoIP sono particolarmente fragili, sostiene il giornalista della Pbs, dato che dovrebbero arrivare con un ordine e una frequenza prestabilita per riuscire a dare lo stesso livello di qualità  delle telefonate analogiche.

Qui arriva il trucco: quelli delle compagnie telefoniche possono marchiare, sulla base del possesso delle infrastrutture, i proprio pacchetti dati con un numero che indica una classe di servizio (COS) alto, che i propri router e switch automaticamente privilegeranno. Tutto legittimo, tutto secondo gli standard. Però gli altri, i virtuali che non hanno accesso alla gestione dell’hardware della rete, non potranno farlo, e per loro varrà  la regola del “best effort”, ovvero se c’è banda i pacchetti passano alla velocità  e con un ordine “normale”, altrimenti iniziano le telefonate a singhiozzo, i secondi di attesa, gli eco e via dicendo.

Questo è il modo in cui, secondo il giornalista della Pbs, il mercato non può tollerare la sfida tra chi è proprietario delle tecnologie e chi cerca di competere offrendo lo stesso tipo di servizio. Anzi, avendo introdotto e creato il mercato stesso.