I sindacati bocciano l’indagine Apple su Foxconn

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L’indagine Apple rileva disagi limitati per i lavoratori dell’impianto Foxconn che costruisce gli iPod, ma un’associazione internazionale dei sindacati boccia l’inchiesta: “Manca ogni verifica indipendente e dà  per scontato che i diritti dei lavoratori debbano piovere dall’alto”

Indagine poco approfondita, poco chiara nei metodi, nessuna verifica indipendente. Sono questi gli elementi sulla base dei quali Janek Kuczkiewicz, responsabile dei diritti umani e dei sindacati della International Confederation of Free Trade Unions (ICFTU), un’€™associazione internazionale che raggruppa vari sindacati, boccia il risultato dell’€™inchiesta condotta da Apple sulle condizioni di lavoro presso gli stabilimenti di Foxconn.

L’€™opinione di Kuczkiewicz è contenuta in un articolo pubblicato nel corso della giornata di oggi da BBC. Secondo il rappresentante della ICFTU Apple si è limitata a prendere atto di alcune situazioni senza andare oltre quanto stabilito dalle politiche di Foxconn che non sono necessariamente corrette. ‘€œApple ‘€“ dice Kuczkiewicz ‘€“ non ha chiesto ad esempio se i lavoratori preferiscono una paga adeguata o una paga minima e straordinari. Apple non precisa neppure quali siano le condizioni inusuali che determinano gli straordinari’€. Un altro limite dell’€™inchiesta è nel fatto che questa non è stata verificata in maniera indipendente da una commissione esterna.

La ICFTU sottolinea infine come sia un diritto specifico dei lavoratori la verifica degli standard del lavoro ‘€œe questo non è accaduto all’€™impianto usato da Apple in Cina. Vorremmo poi ricordare infine ad Apple ‘€“ ha detto ancora Kuczkiewicz ‘€“ che ci sono anche altri standard lavorativi oltre a quelli verificati nel corso della sua inchiesta: la mancanza di discriminazioni, quella di associazione e il diritto a trattare il contratto in maniera collettiva’€. In pratica, dice la ICFTU, i diritti dei lavoratori non sono una grazia concessa dall’alto, ma sono frutto delle esigenze reali di chi ogni giorno presta la sua opera che ha diritto di far sentire direttamente la sua voce.