Il nano che sfidò il gigante

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Opera è una delle pochissime società  al mondo che ha osato sfidare Microsoft nel campo di Internet. Incoscienza o coraggio che sia stato il navigatore norvegese è vivo e vitale. La sua storia la racconta, Jon von Tetzchner

Jon von Tetzchner, il CEO di Opera Software, una piccola software house norvegese di circa 125 dipendenti che produce l’€™omonimo browser, potrà  un giorno raccontare una storia incredibile ai suoi nipotini: ha combattuto con Microsoft e non è stato schiacciato.

Tetzchner ha fondato Opera nel 1995 e, contrariamente all’€™opinione comune, ritiene esistano ampie opportunità  commerciali nel settore dei browser, in particolare sui nuovi device, questo nonostante la presenza nel settore di un colosso come Microsoft.

E dire che, come racconta lo stesso Tetzchner, Opera è stata sul punto di abbandonare la partita. Questo quando Microsoft è entrata prepotentemente nel mercato dei browser. Allora in Opera si decise di tentare, la speranza era quella di sviluppare un prodotto abbastanza buono da poter competere con chiunque, Microsoft compresa.

Il tempo pare avere dato ragione a Tetzchner; ora dopo due anni di conti in rosso la società  pare avere imboccato la giusta direzione e questo creando un prodotto originale senza utilizzare tools o moduli già  pronti all’€™uso, ma costruendo tutto il codice in azienda, con il lavoro di una cinquantina di programmatori.

Alla domanda sul tipo di utenza, Tetzchner risponde di avere più clienti europei che americani, probabilmente per il fatto che in Europa le riviste di informatica escono più frequentemente con un cd allegato, e quindi è più facile avere distribuzione.

Quello della distribuzione è al momento il problema più difficile, visto che è praticamente impossibile fare un accordo per preinstallare Opera su qualche PC a causa delle pressioni di Microsoft; le cose potrebbero cambiare con l’€™accordo tra MS e il DOJ, ma ‘€œci crederò quando lo vedrò’€, conclude Tetzchner.

Ora la sfida di Opera è di continuare a rilasciare una o più nuove versioni all’€™anno del suo browser, e di riuscire, per quanto possibile, a mantenere allineate le caratteristiche su tutte le piattaforme supportate.

Le prossime evoluzioni dei browsers, secondo Tetzchner, saranno poco apparenti esteriormente; la cosa più importante è che cambierà  il mercato perché i browsers saranno disponibili su diversi devices (telefoni, set-top box automobili ecc.), non solo sui PC.

Il futuro di Opera  è di continuare a competere e migliorare la propria quota di mercato sul desktop, e di arrivare ad una quota in doppia cifra sugli altri mercati (PDA, telefoni, ad esempio), dove già  adesso, in alcuni casi, Opera è il browser di default.
[A cura di Marco Centofanti]