Il negozio di musica Napster anche sui cellulari

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Napster porta il suo negozio di musica on line sui cellulari. Servizio al via entro l’anno sulla rete di O2 in Irlanda. Ma chi vorrà  usare lo store sul telefonino pagherà  a caro prezzo il lusso di scaricare musica “on the road”

Napster arriva sui dispositivi mobili. Un negozio basato sul catalogo della società  di Chris Gorog e funzionante sui cellulari debutterà  prima della fine del mese sul network di O2 in Irlanda.

Secondo quanto si apprende dai comunicati diffusi a margine dell’iniziativa commerciale che darà  accesso ai circa 3 milioni di brani del negozio Napster, il servizio userà  la tecnologia i-Mode, creata da NTT DoCoMo per l’Internet mobile. Accanto ad i-Mode i telefoni compatibili faranno uso di Java e Wap. A gestire il tutto sarà  un’applicazione dedicata che verrà  fornita preinstallata sui telefoni a marchio O2; il programma permetterà , oltre che di scaricare canzoni o, per risparmiare tempo e costi di download, di sceglierle ed inviarle ad un computer, di svolgere alcune delle funzioni principali di un software juke box: raccomandare brani, ascoltare anteprime delle canzoni, fare ricerche. Napster venderà  anche suonerie e immagini dei cantanti. L’hosting sarà  a cura di Ericsson con cui da tempo Napster ha un patto di collaborazione per la musica digitale.

Acquistare musica on line, non si può dire che abbia costi abbordabilissimi. Le singole canzoni, dopo il periodo di prova gratuito che terminerà  a febbraio, costeranno 3,50 euro; sconti per chi compra pacchetti di canzoni: 6 euro per quattro brani, 8,50 euro per sei canzoni. In più si pagherà  un centesimo di euro per ogni kb navigando sul sito di Napster in cerca di canzoni. Come dire che per il gusto di acquistare una canzone si potrebbe facilmente spendere quanto comprarsi un intero CD su di un negozio on line tradizionale.

Napster e O2, in ogni caso, sembrano certi che l’iniziativa commerciale avrà  successo tanto da prevedere la sua disponibilità  in primavera su cellulari non i-Mode e, successivamente, anche in altri paesi europei. Il primo a seguire l’Irlanda dovrebbe essere il Portogallo