In vigore la legge francese sui Drm

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Da ieri la legge francese sui Drm è in vigore. La norma che potrebbe obbligare Apple ad aprire ai player della concorrenza le canzoni vendute da iTunes però non potrà  essere effettivamente applicata che in autunno.

Da ieri la legge francese sui diritti digitali è entrata in vigore. Il dispositivo che tanto ha fatto discutere per l’€™obbligo che imporrebbe alle società  che commerciano in contenuti digitali di aprire alla concorrenza i loro sistemi di Drm, è infatti divenuta efficace a partire dalla mezzanotte del 3 agosto.

Nonostante ciò per ora la norma non è destinata ad avere un effetto pratico. A frenare la possibile ‘€œrivoluzione’€ sono diversi fattori. Il primo è il fatto che l’€™organismo che si occuperà  di prendere in esame le richieste di apertura dei diritti, vero e proprio perno centrale del sistema allestito dal legislatore transalpino, non sarà  attivo se non dall’€™autunno. Questo, anche ammesso che ci saranno richieste di apertura dei Drm, impedirà  di dare il via alle procedure.

Un secondo e ancora più rilevante elemento di freno è la serie di eccezioni, lacci e lacciuoli che la legge mette in atto. Ad esempio i detentori dei diritti (i discografici nel caso della musica) potranno stipulare un accordo con il negozio per impedire esplicitamente la concessione a terzi della possibilità  di riprodurre in brani. In aggiunta a ciò la scorsa settimana la corte costituzionale ha decretato che deve esserci anche un risarcimento economico al detentore del Drm.

In pratica dall’€™autunno per avere diritto, ad esempio, di far suonare le canzoni di iTunes su un lettore che non è un iPod sarà  necessario prima chiedere l’€™autorizzazione alla commissione che prenderà  in esame la richiesta e successivamente sarà  necessario risarcire Apple, ammesso che Cupertino nel frattempo non abbia sottoscritto con i discografici un accordo che impedisce l’€™apertura di FairPlay (il Drm di iTunes).

Apple, che la legge originale (molto più sfavorevole per Cupertino e tutti coloro che commerciano in contenuti digitali) come ‘€œpirateria sponsorizzata dallo stato’€, rifiuta ora ogni commento. Tra le possibilità  all’€™esame della Mela continuerebbe ad esserci quella di ritirare il suo negozio dal mercato francese se dovessero subentrare condizioni particolarmente sfavorevoli per il suo business.