La guerra delle console e’ appena cominciata

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Non bastava la riduzione di prezzo a 299 Euro operata recentemente per accelerare le vendite della X-Box che andava a rilento sui mercati non americani: ora Microsoft segue Sony nella corsa al ribasso in USA: 199 $ per Playstation 2 ed ora anche per X-Box, lo stesso prezzo di GameCube Nintendo.

Arriveranno a costare 214 Euro come il Nintendo Game Cube nel nostro paese le console dei due arci-rivali Microsoft e Sony?
Le premesse sul mercato Americano lo lasciano supporre.

Sony ha abbassato ieri il costo al pubblico della sua PS2, ormai collaudata (ha due anni di vita) e ammortizzata (ne sono stati venduti 30 milioni di pezzi) per ribattere al calo di prezzo di Microsoft, in cerca di nuovi utenti.

La sequenza degli avvenimenti ricorda la guerra dei prezzi nel settore degli home computer di qualche lustro fa: alla ricerca di nuovi clienti Commodore, Atari e Texas Instruments si sfidarono a colpi di ribassi e sopravvisse solo l’erede della CBM con il suo C64 per qualche tempo.

Ma il mercato dei videgiochi e’ ormai importantissimo e le 3 Major sul campo cercano di contenderselo con gli sconti sulle console, confidando in lauti guadagni sul software.

La parte del leone la gioca ovviamente Sony, forte di un vastissimo parco di installato, infastidita dalla politica aggressiva di una Microsoft che devi farsi strada con un minore numero di titoli e con la necessita’ di recuperare gli ingenti investimenti in sviluppo e in pubblicita’ per la scatola nera con la X verde.

Nintendo e’ venuta in qualche modo a turbare questa lotta: la console blue con un basso prezzo di acquisto e avente come target un pubblico fedelissimo ha costretto Sony ad abbassare il prezzo della PS2 e non prevede di rispondere ai colpi dei rivali privandosi di utili preziosi sull’hardware quando ancora i titoli sono in numero nettamente inferiore.

In questa battaglia che vede l’hardware venduto ampiamente sotto costo qual’e’ il vantaggio per gli utenti?
Il prezzo dei giochi rimane più o meno invariato, ed e’ quella la fonte di maggior spesa su cui contano i produttori: un vantaggio non secondario e’ che questi centri di intrattenimento domestico sono dotati anche discreti lettori DVD Video e possono avere anche altre funzioni: ad esempio con 199$ sara’ possibile trasformare da fine Maggio una PS2 in computer basato su Linux con tanto di tastiera, mouse, hard disk, ethernet ed adattatore monitor.

La X-Box stessa non e’ che un computer ricarrozzato con una piastra madre che deve molto (ahilei) ai suoi corrispondenti PC Desktop.

La piu’ penalizzata in questo senso sembra essere la GameBox di Nintendo che usa un formato DVD proprietario e non “vuol giocare” ad essere un computer (anche se e’ dotata di un PPC 7400 e di una scheda video su chip ATI): ma forse l’utente medio non cerca tutte queste complicazioni: desidera che la console sia “soltanto” un ottima sorgente di divertimento ludico e in questo Nintendo è maestra.