La rivoluzione della nuova Yahoo! parte da Safari?

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Contenuti a pagamento, contenuti gratuiti e contenuti così e così. Yahoo! sforna nuovi sistemi per rispondere meglio nelle ricerche.

Come dimenticare i manager Apple che, al lancio del browser Safari per Mac OS X, durante il Macworld Expo di San Francisco del 2003, alla domanda “perché avete preferito Google ad altri motori di ricerca?” rispondevano squadrando l’intervistatore dal basso all’alto con “c’è qualcosa di meglio?”!

Ebbene, in queste ultime settimane è circolata la voce che, parallelamente ad alcuni cambiamenti in casa Yahoo!, ci sarebbe un cambio di direzione nelle preferenze di Cupertino riguardo al motore di ricerca integrato nella finestrella in alto a destra del navigatore web di Apple.

Yahoo! al posto di Google?

Su questo non possiamo raccontarvi molto di più visto che è il cosiddetto rumor che vi riportiamo per dovere di cronaca.

Possiamo invece riferirvi delle novità  che Yahoo! sta approntando ultimamente per battere la concorrenza agguerrita del suo settore.

Sappiamo già  dell’abbandono della tecnologia di Google (al quale Yahoo! si è affidato per oltre tre anni), da parte del motore di ricerca di Sunnyvale, ma ora oltre alle risposte standard, l’utente, con Yahoo!, potrà  avvalersi fin da subito di risultati comprendenti file audio tratti da enti pubblici o università , definito “Public Site Match”, questi provengono per esempio dagli archivi della NPR – National Public Radio (il servizio pubblico radiofonico degli Stati Uniti), dalla National Science Foundation e dalla Corte Suprema degli USA (grazie al progetto della Northwestern University di Chicago), dalla Libreria del Congresso USA e da quella pubblica di New York City.

Yahoo! estende la gamma delle proprie risposte ai contenuti “ricchi”, partendo da quelli audio e non ponendosi limiti magari ad altre forme multimediali.

Questo è il progetto dell’indicizzazione più profonda (definito “Deep Web”) rispetto a quanto avviene automaticamente e regolarmente con i crawler: le organizzazioni non-profit possono fornire un quantitativo più vasto di informazioni nel database del motore di ricerca, sperando di ottenere così nei risultati di Yahoo! un numero superiore di contatti e link a proprio favore; le organizzazioni commerciali possono fare lo stesso ma pagando il motore di ricerca, che comunque non fornisce garanzia di preferenza dei contenuti “pagati” rispetto a tutti gli altri. Democrazia nella ricerca?

I prezzi di queste informazioni supplementari “Site Match” saranno determinati dal “Content Acquisition Program” partendo da un abbonamento base, in più calcolerà  quanti link non già  catalogati saranno inseriti nel database rispetto a quanto questi link saranno visitati da chi fa le ricerche (da 15 a 30 centesimi di dollaro a click ricevuto).

I manager del motore di ricerca di Mountain View, Google, hanno commentato la svolta di Yahoo! con frasi critiche del tipo: “non è una bella cosa, fanno già  molti soldi da potersi permettere acquisizioni di sistemi che migliorino il proprio motore senza dover tassare gli interessati”.

Google e altri motori di ricerca accettano da tempo link sponsorizzati ma li evidenziano in tal senso nella lista delle risposte obbiettive fornite automaticamente, molti credono che questo sistema adottato da Yahoo! stia introducendo un nuovo tipo di risultato che si pone a metà  tra un link sponsorizzato ed una ricerca automatica.

Ricordiamo che Yahoo! ha sborsato diversi milioni di dollari nelle recenti acquisizioni di società  e tecnologie come Inktomi e Overture.