Microsoft dopo Passport e Hailstorm ecco le Info-Cards

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Sempre alla ricerca di una nuova tecnologia di identificazione sicura, Microsoft ora svilupperà le Info-Cards discendenti di Passport e Hailstorm, ma i dati resteranno nel PC.

Il prossimo software che dovrà  occuparsi di gestire in tutta sicurezza e agilità  le identità  in Windows è stato denominato Info-Cards.

Michael Stephenson della divisione Windows Server di Microsoft conferma che comperare online, accedere a servizi Internet e più in generale farsi riconoscere in modo certo, sarà  prossimamente la prerogativa delle Info-Cards, attualmente in sviluppo nei laboratori di Redmond.

Tramontata l’era di Passport e Hailstorm, bocciati su tutta la linea dagli utilizzatori, partner e Microsoft stessa (dopo le defezioni altrui), l’azienda impegnata con tutte le forze su Longhorn, la prossima versione di Windows, sposta ora il controllo dei sistemi digitali dalle aziende che li propongono alle mani degli utilizzatori, o meglio all’interno del PC dell’utente, secondo quanto riferito da Stephenson, il quale sceglierà  quali informazioni personali rilasciare selettivamente ai servizi online.

Chi ha potuto vedere le prime fasi di sviluppo delle Info-Cards le trova una reminiscenza dei passati Passport (unico accesso a molteplici siti con problemi di vulnerabilità , dopo il caso dei 200 milioni di account lasciati scoperti nel 2003) e Hailstorm (troppe informazioni sensibili nelle mani di una singola azienda), entrambi di Microsoft ma ora abbandonati.

Le Info-Cards saranno parte integrante di Longhorn (forse nessun supporto su WinXP e non è detto che automaticamente saranno parte integrante di Avalon, Indigo e WinFS, pilastri del prossimo sistema operativo Microsoft) dato con tante incertezze per disponibile nel 2006 e di una prossima versione di Internet Explorer, probabilmente disponibile entro la fine dell’anno.

I crimini inerenti i furti di identità  online ammontano negli Stati Uniti a 50 miliardi di dollari (39 miliardi di euro) l’anno e in Gran Bretagna a 1,3 miliardi di sterline (1,9 miliardi di euro).