Microsoft, zero in storia e geografia

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I dipendenti di Microsoft, per quanto competenti e preparati, conoscono ben poco del mondo al di fuori degli Stati Uniti. A dirlo è Tom Edward, responsabile delle strategie internazionali di Redmond. Questa mancanza di sensibilità  interculturale è costata all’azienda milioni di dollari, per una serie di errori nei prodotti che hanno causato le ire di governi e intere culture

Secondo quanto riporta ZdNet, a Microsoft manca la sensibilità  culturale per capire che non tutto il mondo è provincia americana di Redmond. E questa mancanza di sensibilità  è costata, nel corso degli anni, decine e decine di milioni di dollari all’azienda.

Le informazioni, raccolte durante una conferenza dell’Unione Geografica che si è tenuta due giorni fa a Glasgow, provengono da Tom Edwards, responsabile delle strategie internazionali e geopolitiche dell’azienda di Bill Gates. Secondo quanto racconta il manager, gli errori nel corso degli anni sono derivati da semplice ignoranza di usi e tradizioni oppure da errori di leggerezza. Che hanno però fatto arrabbiare interi paesi.

Si comincia con Windows 95, nel racconto del manager, quasi dieci anni fa. Nella mappa del mondo inclusa in uno degli applicativi standard del programma, composta da 800mila pixel, ne vengono colorati otto in modo differente da come avrebbero dovuto. Si trattava di quelli della regione del Kashmir, contesa tra Pakistan e India ma appartenente politicamente a quest’ultimo paese. In pratica, un incidente internazionale conclusosi con il richiamo di 200 mila copie del sistema operativo e le scuse del paese.

Ancora, la divisione video games di Redmond aveva commercializzato un gioco con musiche offensive per le persone di religione islamica, causando la richiesta ufficiale di scuse da parte dell’Arabia Saudita. Stessa cosa per un altro gioco in cui, guidando le truppe islamiche, era possibile “convertire” chiese in moschee. Gioco ritirato, milioni di danni e scuse ufficiali al Paese centro della religione di Maometto.

Ancora, nella localizzazione in spagnolo di Windows Xp, un errore di traduzione è costato ancora più caro a Bill Gates. Nella scelta del sesso dell’utente, le tre opzioni per un refuso erano diventate “non specificato”, “maschio”, “puttana”.

Infine, altri errori di geografia sono costati, per via di una serie di sbagli di colorazione e nomenclatura, milioni di danni e incidenti diplomatici con la Cina, l’Uruguay, il Kurdistan e le due Coree. In Cina, addirittura, i dipendenti di Bill Gates di quella nazionalità  si sono trovati di fronte al giudice di quel Paese per rispondere di accuse potenzialmente pericolose per la loro libertà  personale.

Gli errori, secondo Edwards, non sono stati causati da incompetenze tecnologiche, ma dalla scarsa preparazione in storia e geografia che, secondo lo stereotipo a quanto pare dotato di un fondamento di verità  caratterizzerebbe il sistema educativo degli Stati Uniti. Per questo, da qualche tempo Edwards ha istituito corsi di geografia e storia obbligatori per i dipendenti che hanno a che fare con scelte internazionali per i prodotti dell’azienda