Palm e HandSpring verso la fusione?

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Palm e HandSpring, dicono le voci, corrono a passo spedito verso una fusione.
Già  fissata l’ipotetica data del matrimonio: il prossimo gennaio. Wall Street ci crede e proietta i titoli delle due società  alle stelle.

Palm e Handspring verso una fusione? Il mercato finanziario ci crede e ieri sulla scorta di queste voci le azioni dei due maggiori produttori di sistemi PalmOs hanno fatto un poderoso balzo in avanti a Wall Street. Handspringa è arrivato a toccare il +35% rispetto a venerdì, Palm si è fermato a “solo” il +13% (ma dopo avere superato il 18%). Questo dopo che già  lo scorso venerdì le azioni erano già  salite rispettivamente del 21 e del 18%.
Il fattore che ha tradotto le voci circolanti da qalche tempo in denaro sonante a Wall Street sono state le dimissioni di Yankowsky. Il CEO allontanandosi dal Palm secondo qualche osservatore ha implicitamente confermato che con la separazione quasi definitiva del business hardware da quello dei sistemi operativi il settore che si occuperà  di produrre i palmari si fonderà  con HandSpring. Questo perchè l’hardware avrà  bisogno di una guida forte e di una solida base su cui costruire il proprio mercato e questa solida base e guida sarebbe offerta solo da HandSpring e il suo management che conosce come le proprie tasche il settore dei PDA. In questo caso la data del matrimonio potrebbe già  essere fissata: il prossimo gennaio.
L’ipotesi di una fusione entusiasma gli investitori per alcune essenziali ragioni. La principale è che il business hardware tornerebbe, di fatto, nelle mani di Donna Dubinsky e Jeff Hawkins che guidano HandSpring affiancando l’esperienza di coloro che hanno inventato il Palm alla forza del marchio che ancora oggi detiene il 52% del mercato dei PDA. In secondo luogo verrebbe meno un contentendente in un’arena che appare troppo piccola per dare sufficiente spazio a due realtà  che puntano, con scarse differenze, alla stessa fetta di mercato.

Financial Time