Salute di Jobs, la SEC vuol vederci chiaro

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La SEC, la realtà  che vigila sugli scambi della Borsa americana, continua a indagare sulle due dichiarazioni rilasciate da Apple a gennaio circa la salute di Jobs. Secondo esperti legali statunitensi l’inchiesta si è rinvigorita nel corso degli ultimi giorni e cerca di individuare possibili manipolazioni delle informazioni con l’obiettivo di non allarmare investitori e mercato.

I due annunci ufficiali rilasciati da Apple nel mese di gennaio relativamente allo stato di salute di Steve Jobs rimangono sotto esame da parte della Securities and Exchange Commission, abbreviato SEC, l’organismo preposto alla supervisione del corretto funzionamento del mercato borsistico statunitense. La notizia è riportata dal sito Bloomberg che cita come fonti persone informate sui fatti.

Ricordiamo che fu sempre Bloomberg ad annunciare il possibile avvio di una inchiesta da parte della SEC circa gli annunci di Apple sulla salute di Jobs, proprio nel mese di gennaio in cui i fatti sono avvenuti. Al centro della questione una domanda apparentemente semplice: quali informazioni erano in possesso del consiglio di amministrazione di Apple il 5 gennaio e il 14 gennaio, le date in cui i due comunicati erano stati diramati? Ricordiamo che dal primo comunicato del 5 gennaio si apprendeva che Steve Jobs era soggetto a uno squilibrio ormonale facilmente risolvibile, mentre il secondo comunicato rilasciato solamente 9 giorni dopo annunciava che la situazione clinica era più complessa di quella inizialmente prevista, annunciando al mondo l’assenza di oltre 5 mesi di Jobs dalla direzione di Apple.

Professori ed esperti di diritto statunitensi vengono intervistati per cercare di comprendere più a fondo una indagine in corso che punta dritto al cuore della Mela. “Apple o Jobs hanno rilasciato dichiarazioni ingannevoli in rapporto alle informazioni in loro possesso?” spiega Robert Hillman, professore di legge all’Università  della California precisando che “Una dichiarazione può essere ingannevole anche quando si tratta di una verità  parziale”. Dello stesso parere anche altri esperti di legge e diritto USA, mentre James Cox della Duke University puntualizza: “Il problema non è appurare se Apple avesse dovuto rilasciare ulteriori informazioni mediche sulla salute di Jobs. Piuttosto la Sec vuole capire se Apple ha in qualche modo manipolato le dichiarazioni sulla salute del Ceo non rivelando interamente le sue condizioni e lasciando intendere che la situazione fosse meno grave di quel che era e di quel che era a conoscenza degli stessi vertici”. In questo caso potrebbe configurarsi un tentativo di addomesticare il mercato, evitando il precipitare della situazione.

“Una volta che apri la bocca e cominci a diren qualche cosa su un argomento, quiello che dici deve essere completamente veritiero ed esaustivo – dice Jahan Raissi, un esperto e un autorevole voce in materia, visto che è stato avvocato per la SEC -; se quello che non dici è determinante nel comprendere la situazione, allora questo diventa un problema”

“Una verità  rivelata parzialmente – aggiunge Robert Hillman una avvocato specializzato in materia finanziaria dell’università  della California – può essere fuorviante”