Un giudice: SCO provi le sue accuse

di |
logomacitynet696wide

Un giudice di Salt Lake City concede una priva piccola ma significativa vittoria a IBM: SCO dovrà  provare e mostrare chiaramente le parti di codice che Big Blue avrebbe distribuito al mondo open source.

Prima vittoria per IBM nella guerra contro SCO. Big Blue ha infatti ottenuto un pronunciamento a suo favore da parte di un giudice federale che ha decretato la necessità  che SCO dimostri chiaramente e in maniera inequivocabile quali siano le parti di codice Unix diffuse in maniera illegale e utilizzate da Linux per implementare l’Os open source.

La mossa del giudice Dale A. Kimbal, il magistrato di Salt Lake City cui è stato affidato il caso, è stata accolta con un plauso da parte di IBM che da tempo chiede che SCO sia più chiara di quanto non lo sia stata fino ad oggi nel portare avanti le sue richieste di risarcimento (in tutto 3 miliardi di dollari) per verificarne la fondatezza e istruire il suo collegio legale alla difesa. Big Blue ha anche più volte fatto balenare l’ipotesi che SCO più che bloccare IBM intenda fermare l’intero mondo Linux spargendo incertezza e confusione. Una prova sarebbe nella documentazione trasmessa ai legali del colosso di Armonk: 1 milione di pagine che dovrebbero essere spulciate una per una per verificare l’attendibilità  dell’accusa. Ogni richiesta di avere la documentazione in forma elettronica sarebbe andata per ora evasa da SCO.

Da parte sua SCO però non pare demordere ma anzi rilancia, apprestandosi a presentare una denuncia per violazione del copyright. Se questo tipo di infrazione fosse provata anche il mondo Linux che usa parte del codice Unix potrebbe essere costretto a pagare i diritti a SCO. Fino ad oggi, però, le richieste di avere informazioni dettagliate anche su questo aspetto sono andate a vuoto. In realtà  SCO per provare che c’è stata una violazione del copyright deve provare di avere i diritti legali di copyright su Unix, cosa che, in seguito ad una contesa sull’argomento con Novell, non è riuscita ancora a fare.