La Tesla dei poveri arriva a marzo, potrebbe costare 25.000 dollari

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Tesla Model 3 2

L’auto elettrica Tesla Model 3 sarà svelata a marzo. Il prezzo sarà di 35mila dollari ma grazie agli incentivi potrebbe diventare la prima Tesla per i poveri o per il resto di noi

La nuova auto elettrica Tesla Model 3 sarà presentata a marzo come da tempo promesso dal costruttore. Negli Stati Uniti il prezzo annunciato è di 35.000 dollari ma grazie a una serie di incentivi statali e federali, UberGizmo calcola che il prezzo finale per l’acquirenti potrebbe scendere intorno ai 25.000 dollari, soglia in grado di rendere Tesla Model 3 competitiva con le vetture tradizionali con motore endotermico e soprattutto diventare la Tesla più economica di sempre.

Tesla Model 3 1
Per una vettura da 25.000 dollari la definizione di prima Tesla per i poveri forse risulta un poco stretta, forse meglio definirla come la prima Tesla “per il resto di noi” impiegando la frase resa celebre da un antico spot Apple. in ogni caso sembra che per gli statunitensi gli incentivi incrociati federali e statali saranno in grado di abbattere sensibilmente il prezzo di listino. Gli USA infatti offrono ben 7.500 dollari di detrazione dalle tasse per l’acquisto di un veicolo elettrico, a cui va sommato l’incentivo variabile proposto dallo stato in cui si vive. Per esempio in Colorado l’incentivo statale è di 6.000 dollari, mentre in California e altri stati arriva a 2.500 dollari, in entrambi i casi da aggiungere a quello federale.

Non c’è confronto con gli altri modelli Tesla lanciati finora che arrivano a costare fino a 90mila o 100mila dollari, una ulteriore conferma che sì, in realtà Tesla Model 3 sarà la prima vera Tesla per i poveri. Anche se la presentazione è attesa per marzo la società di Elon Musk potrebbe avere in programma solo una rivelazione parziale delle caratteristiche del veicolo: la commercializzazione infatti è attesa solo per la fine di quest’anno o forse addirittura nel 2017.

  • Macuser

    Bisogna sempre ricordare che con le attuali tecnologie di produzione e distribuzione dell’energia elettrica un veicolo “totalmente elettrico” consuma molte più risorse naturali di un equivalente veicolo “ibrido” e sostanzialmente ne consuma come un equivalente veicolo tradizionale “modernamente evoluto”.
    Perché la situazione cambi occorrerebbe che la produzione elettrica da fonti rinnovabili fosse migliaia di punti percentuali superiore all’attuale e che la localizzazione di questa produzione fosse sufficientemente diffusa e decentrata in modo da non imporre la moltiplicazione per “n” volte (?) della attuale rete distributiva. Il rame, i tralicci, le servitù ed il lavoro che essa implicherebbe non costerebbero affatto poco …

    Insomma … l’auto elettrica (il vettore elettricità) è ancora e solo un costosissimo paravento utilissimo per continuare a consumare idrocarburi ed evitare di passare alla produzione ed all’impiego di idrogeno come vettore energetico. Qualcuno continua a guadagnare dal suo solito business e ad asfissiare questo mondo e l’umanità in esso sempre più “sopravvivente”.

    • Vittorio D’Antuono

      Sono d’accordo. Il mondo sarà 100% Green quando sia la produzione, che la distribuzione che il consumo di energia elettrica saranno al 100% ecosostenibili. Quindi chiudendo tutte le centrali termoelettriche che utilizzano carbone, petrolio e gas per la produzione di energia e fare affidamento unicamente alle centrali idroelettriche, eoliche e pannelli solari, anche se ci vorrà davvero molto tempo affinchè questo avvenga. Perchè sicuramente “un pieno” di energia elettrica consumata da un veicolo elettrico, avrà inquinato tanto quanto o forse più di un classico motore a combustione, nella fase di produzione di questa energia.

    • Vittorio D’Antuono

      Sono d’accordo. Il mondo sarà 100% Green quando sia la produzione, che la distribuzione che il consumo di energia elettrica saranno al 100% ecosostenibili. Quindi chiudendo tutte le centrali termoelettriche che utilizzano carbone, petrolio e gas per la produzione di energia e fare affidamento unicamente alle centrali idroelettriche, eoliche e pannelli solari, anche se ci vorrà davvero molto tempo affinchè questo avvenga. Perchè sicuramente “un pieno” di energia elettrica consumata da un veicolo elettrico, avrà inquinato tanto quanto o forse più di un classico motore a combustione, nella fase di produzione di questa energia.

      • Luca Bardella

        100% ecosostenibile la vedo dura, ad esempio l’eolico, prima o poi gli impianti eolici li dovrai pur smaltire no?

        Comunque Tesla già espone le emissioni dovuto all’elettricità impegnata dalla macchina,e viene confrontata con quelle dei motori termici, non mi aspetto obiettività assoluta ma è un inizio

    • Leo9

      L’idrogeno non andrà proprio da nessuna parte, il futuro è chiaramente l’elettrico per il trasporto.
      Fra l’altro i vantaggi rispetto alle vetture “tradizionali” attuali sono moltissimi, fra i quali : zero rumore, zero vibrazioni, incredibile torque, bassissimo baricentro (pacco batterie), maggiore sicurezza, più semplicità ingegneristica. efficienza intrinseca sensibilmente maggiore.
      Ottenere l’idrogeno è un processo estremamente dispendioso in termini energetici, non ha alcun senso.

      • Macuser

        Evidentemente sei disinformato o, meglio dire, ascolti solo le campane che lasciano suonare …
        Principalmente la disinformazione verte sui costi di produzione del l’idrogeno. Esso si può ottenere utilizzando quello che per qualsiasi altro processo produttivo è il tallone di achille, cioè il calore:
        http: //www. crbnet. it/File/Pubblicazioni/pdf/1287.pdf

        Sintetizzo per chi non dedica il tempo necessario a seguire i link: sostanzialmente col calore di oltre 2000 gradi di una fornace solare (https: //it. wikipedia. org/wiki/Centrale_solare_termodinamica_di_Odeillo) si dissocia ossido di zinco, ZnO, in Ossigeno e Zinco. Mentre l’ossigeno viene liberato, o utilmente raccolto per essere destinato ad altri impieghi, successivamente lo Zinco, ricombinandosi con O2 in acqua senza ulteriore apporto di energia, torna a formare l’originale ZnO liberando in questa fase Idrogeno puro. Non esiste alcuna necessità di ulteriore apporto energetico sotto forma di elettricità, o altra dal calore, e non esiste consumo di Zinco, ma solo dissociazione dell’acqua e consumo di calore solare!

        Tutto il resto dei ragionamenti e solo un’allucinazione ben realizzata ed altamente pubblicizzata. Non sono più le differenze di costi ed inquinamento di motore e carburante da confrontare fra le due soluzioni, ma quelli della produzione, materie prime soprattutto, e dello smaltimento delle batterie da valutare nella propulsione elettrica rispetto ai costi del riciclaggio di un motore endotermico d’alluminio che “brucia” idrogeno anziché idrocarburi. Naturalmente le Fuel Cell a livello di propulsione di un veicolo medio leggero sono uno “sproposito antieconomico” che appartiene appunto all’orchestrazione dell’allucinazione.

        Ovviamente un motore che bruci efficientemente Idrogeno non è mai stato nemmeno progettato!
        Come diceva già nel 1973 l’ingegner Massimiliano Longo, che per primo lo brevettò allora (www. laleva. cc/ambiente/auto_idrogeno. html), un motore “esclusivamente” ad idrogeno deve avere un rapporto di compressione 3:1 dato che l’H2, a parità di volume miscelato con ossigeno, è 3 volte più energetico di benzina e gas. Quindi quel che fece lui allora col motore di un’AlfaRomeo e di un motoscafo Riva, e quel che successivamente hanno “copiato” altri fra cui BMW è il marchio più noto, equivale a prendere un motore a gasolio (rapporto di compressione 27:1) e “de-potenziarlo” al rapporto 9:1 per farlo funzionare a benzina. Un’idiozia … a meno che non si tratti di un puro esempio, realizzabile a basso costo, come fece appunto oltre quarant’anni fa Longo per brevettare prima di ogni costruttore di motori la sua soluzione.

        Leo9, mi auguro che prima di nutrire ancora tanta fiducia nell’informazione sensazionalistica, ma largamente disponibile, tu rifletta al vecchio ma sempreverde adagio latino: cui prodest? Come ho già spiegato quarant’anni di silenzio sul motore ad idrogeno a fronte di tanta enfasi su elettrico e Fuel Cell hanno permesso la sostanziale intangibilità del business degli idrocarburi mentre il globo intero potrebbe essere diverso e migliore già da decenni se si fosse lavorato per passare al vettore energetico H2.

      • Macuser

        Evidentemente sei disinformato o, meglio dire, ascolti solo le campane che lasciano suonare …

        Principalmente la disinformazione verte sui costi di produzione del l’idrogeno. Esso si può ottenere utilizzando quello che per qualsiasi altro processo produttivo è il tallone di achille, cioè il calore:

        http: //www. crbnet. it/File/Pubblicazioni/pdf/1287.pdf

        Sintetizzo per chi non dedica il tempo necessario a seguire i link: sostanzialmente col calore di oltre 2000 gradi di una fornace solare (https: //it. wikipedia. org/wiki/Centrale_solare_termodinamica_di_Odeillo) si dissocia ossido di zinco, ZnO, in Ossigeno e Zinco. Mentre l’ossigeno viene liberato, o utilmente raccolto per essere destinato ad altri impieghi, successivamente lo Zinco, ricombinandosi con O2 in acqua senza ulteriore apporto di energia, torna a formare l’originale ZnO liberando in questa fase Idrogeno puro. Non esiste alcuna necessità di ulteriore apporto energetico sotto forma di elettricità, o altra dal calore, e non esiste consumo di Zinco, ma solo dissociazione dell’acqua e consumo di calore solare!

        Tutto il resto dei ragionamenti e solo un’allucinazione ben realizzata ed altamente pubblicizzata. Non sono più le differenze di costi ed inquinamento di motore e carburante da confrontare fra le due soluzioni, ma quelli della produzione, materie prime soprattutto, e dello smaltimento delle batterie da valutare nella propulsione elettrica rispetto ai costi del riciclaggio di un motore endotermico d’alluminio che “brucia” idrogeno anziché idrocarburi. Naturalmente le Fuel Cell a livello di propulsione di un veicolo medio leggero sono uno “sproposito antieconomico” che appartiene appunto all’orchestrazione dell’allucinazione.

        Ovviamente un motore che bruci efficientemente Idrogeno non è mai stato nemmeno progettato!

        Mi è capitata la fortuna di leggere nel 1974 sul settimanale Epoca quel che diceva già nel 1973 l’ingegner Massimiliano Longo, che per primo lo brevettò allora (www. laleva. cc/ambiente/auto_idrogeno. html), un motore “esclusivamente” ad idrogeno deve avere un rapporto di compressione 3:1 dato che l’H2, a parità di volume miscelato con ossigeno, è 3 volte più energetico di benzina e gas (densità energetica H2 = 143; densità energetica benzina = 46,9.
        da https: //it. wikipedia. org/wiki/Densità_energetica).
        Quindi quel che fece lui allora col motore di un’AlfaRomeo e di un motoscafo Riva, e quel che successivamente hanno “copiato” altri fra cui BMW è il marchio più noto, equivale a prendere un motore a gasolio (rapporto di compressione 27:1) e “de-potenziarlo” al rapporto 9:1 per farlo funzionare a benzina. Un’idiozia … a meno che non si tratti di un puro esempio, realizzabile a basso costo, come fece appunto oltre quarant’anni fa Longo per brevettare prima di ogni costruttore di motori la sua soluzione.

        Leo9, mi auguro che prima di nutrire ancora tanta fiducia nell’informazione sensazionalistica, ma largamente disponibile, tu rifletta al vecchio ma sempreverde adagio latino: cui prodest? Come ho già spiegato quarant’anni di silenzio sul motore ad idrogeno a fronte di tanta enfasi su elettrico e Fuel Cell hanno permesso la sostanziale intangibilità del business degli idrocarburi mentre il globo intero potrebbe essere diverso e migliore già da decenni se si fosse lavorato sin da allora per passare al vettore energetico H2.

        • Leo9

          ” a fronte di tanta enfasi su elettrico..”

          Mai vista questa enfasi di cui parli! Prima di Tesla *nessuno* prendeva seriamente in considerazione le vetture elettriche (investimenti assolutamente minimi) e solo ora, fondamentalmente sempre a causa di Tesla, inizia a smuoversi il mercato. Tesla è stata prima ignorata, poi derisa e solamente nell’ultimo paio di anni i competitor hanno iniziato a prenderla seriamente.
          Mi riferivo alle Fuel Cell comunque, il resto francamente non lo so; il mercato ha comunque preso la sua direzione.

          • Macuser

            Probabilmente abbiamo età e vissuti troppo diversi.

            Non è che ci sia stato un “prima di Tesla” ed un “dopo Tesla”. L’economicità dell’auto elettrica (una certa qual vaga idea di “commerciabilità” più che altro) esiste esclusivamente da quando i politici USA, Californiani in primis, sul finire del secolo scorso hanno avuto la brillante idea che per contrastare l’inquinamento di alcune loro zone metropolitane, Los Angeles in primis, sarebbe stato probabilmente utile incentivare la diffusione di vetture a propulsione totalmente elettrica. Gli incentivi economici che ne sono derivati, e non altro, hanno rappresentato “il cambiamento” che ha dato qualche chance all’idea dell’auto elettrica che, in se, è tutt’altro che nuova dato che il primo esemplare venne realizzato negli anni trenta del 1800 (quasi 2 secoli fa). A conferma di questa spiegazione basti riflettere sul fatto che praticamente in nessun’altra parte del mondo si fa intensivamente ricerca i questo senso, o si lavora per impiantare produzioni, o se ne prospetta la commercializzazione in larga misura ed in tempi non esageratamente futuribili.
            Molto più saggiamente altrove s’è lavorato sulle vetture ibride che ad oggi sono la miglior soluzione esistente al problema dell’inquinamento globale anche se non il top per quello localizzato. Comunque palliativi …

            Per altro tutta l’impostazione Tesla è quella di produrre un veicolo che non solo non faccia rimpiangere, ma che addirittura rivaleggi con le auto tradizionali in potenza, velocità e “scatto”.
            Tutti questi sono requisiti che in effetti non hanno proprio nulla a che vedere con la soluzione del problema dell’inquinamento dovuto a centinaia di migliaia di autovetture che in ogni area metropolitana riempiono ogni ora del giorno le strade, ma costantemente a velocità sotto le fatidiche 55-65 miglia orarie, se non addirittura le canoniche 35 m/h dei centri urbani, e quasi sempre ordinatamente incolonnate in flussi del tutto regolari in cui gli “sprint” sono solo appannaggio di qualche automobilista frustrato da altro (stile Ritorno al futuro II, per dire).

            Per altro rendere elettrica una vettura nata a benzina è un’attività che in molti hanno messo in pratica per punto hobby o per reale necessità personale. I costi di questi “esperimenti”, tutt’altro che industrializzati, sono sempre stati comunque una frazione contenutissima del costo di una qualsiasi Tesla e pure assai inferiori a quelli che ora vengono definiti “per i poveri”. In Germania la normativa è assai semplice da seguire e la maggior parte degli esempi in Europa viene da li (molte VolksWagen Maggiolino equipaggiate con 2 motori brushless nei mozzi posteriori) ma pure in Italia qualche “coraggioso” ha sfidato la motorizzazione ed è riuscito, alla fine di un contorto percorso stile labirinto di forche caudine, a farsi omologare una Fiat 500 “originale” completamente elettrificata in casa. Fra i vari esempi di cui si trovano tracce in rete a me piace ricordare l’esperienza “politicamente significativa” (perché indirizzata a “smuovere” la legislazione nostrana imbalsamata) in cui sono stati coinvolti più esponenti di Aspo Italia:
            www. eurozev. org/Cinquino.htm

    • Luca Bardella

      Pannelli fotovoltaici a casa più il Tesla Powerhall può aiutare a staccarti dalla catena dell’energia,non dico sia la panacea di tutti i mali però è già un qualcosa.

      Poi ci sono le batterie,è vero, ma non credo ci sia nessuna energia che sia ad impatto zero assoluto

      • Macuser

        Ti rimando alla mia risposta a Leo9 perché anche tu presti orecchio solo alle campane che qualcuno “vuole che si sentano” …

        • Luca Bardella

          Cosa centra scusa la discussione sull’idrogeno? La configurazione che ti ho posto io è indipendente dalla rete elettrica e sostenibile.
          Certo cui sono le batterie da smaltire ma non credo che Tesla si proponga come soluzione a tutti i mali energetici del mondo.
          Dico solo che a fronte del nulla di tante altre case, sopratutto anni fa, Tesla è stata l’unica a credere in qualcosa di alternativo.
          Ma a crederci veramente, tanto da basare il proprio business unicamente su quello, e non sfornare quattro prototipi venduti in perdita.

          E se vagliamo proprio dirla tutta, non è responsabilità sua se uno stato produce energia dal carbone o dal vento, loro fanno auto e le fanno bene, punto

          • Macuser

            …La configurazione che ti ho posto io è indipendente dalla rete elettrica e sostenibile.

            Un motore elettrico da autotrazione ha circa dai 14 kW in su di potenza e per percorrere 100 km servono circa dai 9 kWh in su. Anche nella configurazione minima (quella di una 500 “storica” elettrificata) per fare un “pieno” da 100 km alle batterie serve un parco di pannelli fotovoltaici (tradizionali) che, se posizionati al meglio e senza ombre, non potrà essere minore di 25 m². Questa è l’area che normalmente fornisce 3000 kWh annui ad un’abitazione che, sempre in generale, ne consuma un terzo e ne vende il restante alla rete elettrica. La sua misura è quindi di circa 9 kW installati. Costando circa 3000 euro a kW costerà complessivamente 27.000 euro. Naturalmente poiché il pieno alla macchina non si può fare di giorno, se la si usa, servirà pure raddoppiare il pacco batterie e provvedersi di un sistema per poterli agilmente invertire. Un’altra spesa nell’ordine di 150 euro per kW installato, quindi dai 1.500 euro in su.

            Insomma, oltre all’auto elettrica la tua configurazione impone un’ulteriore spesa di circa 30.000 euro (ammesso che tu abbia una casa che consente l’installazione ottimale) ed un contratto col fornitore di elettricità di 9 kW perché altrimenti il giorno che non c’è sole non ricarichi nulla.

            Diciamo che se consideri una Tesla questa cifra, questi ingombri e queste potenze potrebbero anche essere più che raddoppiate … anche di molto.

            Vedi tu se si tratta davvero di un’opzione proponibile … e comunque se generalizzata imporrebbe la decuplicazione sia delle centrali elettriche che della rete distributiva perché il giorno che non c’è sole TUTTI vorranno ricevere da 9 kW di fornitura in su … ed allora l’energia elettrica sicuramente non costerebbe più la stessa cifra che costa ora ma su essa verrebbero applicate le accise che attualmente gravano sui carburanti perché postato non accetterebbe certo a cuor leggero di perdere un simile gettito.

          • Luca Bardella

            te lo scritto nel primo post, non vuole certo essere la soluzione a tutti i mali energetici, poi ripeto non è certo un problema di Tesla come verrà prodotta l’energia del mondo.

            Ma mi rendo conto che stiamo discutendo di cose diverse, tu fai un discorso generale, sul mondo etc etc…io ti parlo di Tesla, e di come una società non main stream e frutto del talento e della genialità del suo fondatore abbai scommesso su un settore a cui nessuno dava due lire e ne abbia fatto il proprio business.

            Io non ho la tua preparazione in tematiche energetiche ma permettimi, se devo elogiare un lavoro, elogio quello di Tesla e non quello di WW che ha inculato tutto il mondo fottendosene delle emissioni e di tutto, ad esempio.

            Poi anche io ho una ibrida e sono d’accordo che per ora sia la soluzione migliore in circolazione.

          • Macuser

            …poi ripeto non è certo un problema di Tesla come verrà prodotta l’energia del mondo.

            Secondo me invece si perché se il tasso d’inquinamento globale “cresce” con l’adozione dell’elettrico puro invece che “diminuire”, come fa con l’ibrido, allora la strada imboccata non è corretta e “prima” si deve agire a livello di produzione elettrica e solo “poi” si potrà prendere in esame l’opzione elettrica.

            Come ho scritto in altro post, senza la politica degli incentivi varata dai politici statunitensi alla fine del secolo scorso Tesla non avrebbe mai avuto “l’ossigeno” per nascere … posto che davvero alla lunga si riveli sensato continuare in questa politica.

            Comunque sono riflessioni oziose perché “è dimostrato” che l’adozione del vettore H₂ è invece totalmente risolutiva sia del problema della mobilità personale che di qualsiasi altro problema di trasporti dalle navi ai treni agli aerei (unici che avrebbero bisogno di trasportare idrogeno altamente compresso sotto forma liquida) ed a scendere fino a quello delle utenze domestiche dove trova senso economico realizzare piccole centrali full cell, da qualche centinaio a poche migliaia di kWh, per coprire tutte quelle aree che indicativamente equivalgono ai piccoli comuni italiani.

            Per la produzione ecosostenibile dell’Idrogeno, poi, c’è da tener presente che la ricerca finora ha solo “balbettato” al riguardo e non è stata per nulla incentivata e finanziata.

          • lucaamato

            Certo non c’hai proprio un cazzo da fa nella vita
            Ma perché non ti ammazzi!

  • Macuser

    Bisogna sempre ricordare che con le attuali tecnologie di produzione e distribuzione dell’energia elettrica un veicolo “totalmente elettrico” consuma molte più risorse naturali di un equivalente veicolo “ibrido” e sostanzialmente ne consuma come un equivalente veicolo tradizionale “modernamente evoluto”.
    Perché la situazione cambi occorrerebbe che la produzione elettrica da fonti rinnovabili fosse migliaia di punti percentuali superiore all’attuale e che la localizzazione di questa produzione fosse sufficientemente diffusa e decentrata in modo da non imporre la moltiplicazione per “n” volte (?) della attuale rete distributiva. Il rame, i tralicci, le servitù ed il lavoro che essa implicherebbe non costerebbero affatto poco …

    Insomma … l’auto elettrica (il vettore elettricità) è ancora e solo un costosissimo paravento utilissimo per continuare a consumare idrocarburi ed evitare di passare alla produzione ed all’impiego di idrogeno come vettore energetico. Qualcuno continua a guadagnare dal suo solito business e ad asfissiare questo mondo e l’umanità in esso sempre più “sopravvivente”.

  • Macuser

    Bisogna sempre ricordare che con le attuali tecnologie di produzione e distribuzione dell’energia elettrica un veicolo “totalmente elettrico” consuma molte più risorse naturali di un equivalente veicolo “ibrido” e sostanzialmente ne consuma come un equivalente veicolo tradizionale “modernamente evoluto”.
    Perché la situazione cambi occorrerebbe che la produzione elettrica da fonti rinnovabili fosse migliaia di punti percentuali superiore all’attuale e che la localizzazione di questa produzione fosse sufficientemente diffusa e decentrata in modo da non imporre la moltiplicazione per “n” volte (?) della attuale rete distributiva. Il rame, i tralicci, le servitù ed il lavoro che essa implicherebbe non costerebbero affatto poco …

    Insomma … l’auto elettrica (il vettore elettricità) è ancora e solo un costosissimo paravento utilissimo per continuare a consumare idrocarburi ed evitare di passare alla produzione ed all’impiego di idrogeno come vettore energetico. Qualcuno continua a guadagnare dal suo solito business e ad asfissiare questo mondo e l’umanità in esso sempre più “sopravvivente”.

  • Endiuorrol

    Bello il titolo… E il sottotitolo.. “potrebbe diventare la prima Tesla per i poveri”… Perle di giornalismo.

    • Riccardo_Saettone

      In Inghilterra la DB7 volante, venne ribattezzata la Aston Martin dei poveri, e questo anche dalla riviste specializzate e solo perché costava un po’, oddio un bel po’, di meno rispetto alle precedenti.
      In effetti gli appiopparono anche nomi peggiori.

      • Endiuorrol

        Scherzare sulla povertà é come scherzare sulle malattie incurabili.

        • Gygerch

          Viscido opportunista. A te non te frega niente della povertà, visto che possiedi macchine Apple e Playstation 4 a volontà.

          • Endiuorrol

            Invidioso?

          • Gygerch

            No, onesto.

        • macitynet.it

          Forse non hai colto che era una battuta sulla ricchezza.

        • Riccardo_Saettone

          Non oserei mai scherzare sulla povertà, anche se finirei per fare autoironia, il che non guasta mai.
          La mia era solo una risposta scherzosa sul titolo, visto che “…dei poveri” è una etichetta che le riviste di auto hanno usato per anni, anche alcune Porche hanno ricevuto questa etichetta.

    • Aros

      io non mi posso permettere una macchina da 25/35mil dollari. casso! sono proprio alle pezze! comunque come spiegato anche da Macuser le macchine elettriche hanno ancora da crescere. l’energia viene prodotta con vecchi sistemi a carbone o nucleare cosa che non le rende di certo eco compatibli. l’idrogeno sarebbe stata in questa fase di transizione forse più abbordabile e meno radicale di quelle elettriche. quando ci saranno batterie che non si devono sostituire e l’energia sara totalmente rinnovabile sarà il momento giusto per passare all’elettrico

      • Riccardo_Saettone

        Strano che nessuno pensi mai al fatto che poi tutte le batterie delle macchine elettriche andranno smaltite.
        Senza contare quanto costa in termini di inquinamento costruirle,a partire dall’estrazione del lito.

  • Vittorio D’Antuono

    Che io sappia la Model 3 dovrebbe costare intorno ai 35.000 dollari. Comunque sarà un’ottima aggiunta alla lineup di Tesla, così che molte più persone saranno in grado di comprare il loro primo veicolo elettrico, dato che il prezzo di Model X e S è un po’ proibitivo.

  • Luca Bardella

    In Norvegia è gia un’auto per tutti, senza esagerare c’è una Tesla ogni 10 auto, ho visto pure un tassista con una Tesla!

    • Macuser

      Ecco un buon motivo per togliere un po’ della nomea di “paese più civile di altri” che anche la Norvegia s’è fatta in forza della sua scarsissima densità abitativa e della sostanziale relativa abbondante disponibilità di materie prime.
      Come già ricordato in precedenza è ampiamente dimostrato che la produzione di energia e di batterie attualmente si mangia tutti gli apparenti risparmi ecologici dell’impiego dei motori elettrici.

      • lucaamato

        Guardi ha sbagliato articolo, qui non si parla di aratro trainato dai buoi.

        • Macuser

          Simpatica battuta, ma che io sia fuori tema non lo dimostra minimamente.
          Chiunque utilizzi un’autoveicolo a propulsione “esclusivamente” elettrica oggi consuma più risorse energetiche primarie rispetto a chi impiega un veicolo analogo propulso da un motore tradizionale moderno.
          Chi utilizza un sistema ibrido invece riesce a scendere sotto quella soglia, ma ancora non di percentuali molto elevate.
          Naturalmente fanno eccezione quei rarissimi luoghi in cui chi utilizza solamente energia elettrica ne riesce ad impiegare un’alta percentuale prodotta da risorse rinnovabili. Queste rarissime eccezioni però non fanno certo testo nell’attuale panorama mondiale.

          • lucaamato

            Ma veramente è convinto di quello che dice?! Suvvia non ci vuole Gauss per capire che un motore a combustione interna è infintamente più inquinate (ndr. anche il rumore è un inquinamento). Mi sembra la sua ltipica polemica pretestuosa del “contrario”.
            Le assicuro, con tutto il rispetto e per suo beneficio, che questo atteggiamento sta diventando velocemente da cool a patetico/ridicolo.

            Comunque le confesso che io non faccio testo quando si parla di auto. Le detesto! Vivo a Roma è la vedo stuprata dalle quattroruote tutti i giorni, personalmente istituirei una Norimberga apposita per i produttori d’auto.

            Anche se a essere sincero il problema è di mentalità, i più si spostano (si fa per dire) solo ed esclusivamente in auto a prescindere dalla distanza, spesso ridicola. Il lavoro, i bambini da portare a scuola,.. ecc. sono scuse patetiche.

            Questo le dovevo
            Buona serata

          • Macuser

            Non ci vuole Gauss, basta saper far di conto ed avere qualche nozione base.

            Al giorno d’oggi un buon motore endotermico ha un rendimento che si avvicina al 40% (e a certi regimi lo supera da cui l’economicità dei veicoli ibridi in cui “gira” spesso al regime costante di coppia massima). Per contro la miglior centrale termoelettrica a ciclo combinato fatica a superare il 55% di rendimento. Dopodiché nella produzione centralizzata vanno conteggiate spese e “perdite” da distribuzione e costi per equilibrare la disomogeneità della domanda nel corso della giornata. In Italia essi sono rappresentati dalle perdite di circa il 9% dei cosiddetti “pompaggi” notturni dal basso verso i bacini idroelettrici (trasformati in stazioni di pompaggio) e realizzati con l’energia dal nucleare importata a basso prezzo notturno da Francia e Svizzera (che hanno il medesimo problema ma inverso) per fornire l’energia nelle ore di punta in cui viene venduta però ad alto prezzo per recuperare i costi economici … non lo spreco assoluto di risorse primarie.
            Infine vanno aggiunte le perdite da accumulo e trasformazione specifiche dell’impiego veicolare.
            Dopodiché lato veicolo ci sono gli aggravi di fabbricazione, ammortamento e smaltimento delle batterie … oltre al rincaro dei consumi per portarsi appresso il loro “peso costante”.

            Provaci tu a fare il conto esatto … è tutto qui!

          • lucaamato

            Se vuoi avere ragione, ok hai ragione. Spero che tu possa andare a dormire contento, io si ho fatto una buona azione.

            Notte

          • Macuser

            Contesta coi dati, se sai farlo, non con la condiscendenza supponente di un viscido protervo.

            Tu confondi l’inquinamento localizzato con l’inquinamento complessivo. Comprensibile da chi si ostina a vivere in un ambiente che mal sopporta e depreca. Solo che non è obbligatorio …

          • lucaamato

            1) Viscido è quello che insulta sul web senza metterci nome e cognome

            2) se vuoi ci incorriamo dal vivo e continuiamo questa conversazione in modo che piace a me.

            Aspetto che i mandi nome e cognome con indirizzo

            Se non lo fai lo sai la figura che fai vero!?

          • Macuser

            Non me ne può importare di meno della mia figura quando il tuo intervento stigmatizza le figure che sei abituato a fare tu. Utilizzi una viscida condiscendenza da protervo supponente invece che dati e argomentazioni come si dovrebbe nel commentare notizie e scambiandosi informazioni.
            Non fregiarti di una muscolosità fuori luogo, e del tutto ininfluente … credimi, altrimenti scadi addirittura nel coatto …

          • lucaamato

            Sei un poveraccio. Uno di quelli che sta con il fkoscio in mano tra un porno e l’atro dice due cretiante sui forum. Immondizia subumana.
            Su questo non c’è dubbio.

            Vediamo se sei anche un codardo. Sto aspettando.

          • Macuser

            Vai a farti …

          • lucaamato

            Sto aspettando… guarda che ti conviene fare il bravo. Poi sennò mi arrabbio.

          • lucaamato

            E tu non vuoi farmi arrabbiare vero.

          • lucaamato

            Odio trovare un indirizzo di un subumano alle due del mattino poi mi la mattina mi gira. Sai come è.

          • lucaamato

            E va bene va bene come vuoi tu. Ci vediamo presto.

            Stai sereno

          • lucaamato

            post scriptum lo sai che non è difficile sapere chi sei. Lo sai cosa è un ma address?! E dai non mi far lavorare. Dimmelo tu subito.

    • MrRavaz

      Idem ad Amsterdam quest’estate, e anche a Basilea (Svizzera)!
      Sarà che ci faccio particolarmente caso, ma ne noto molte anch’io in effetti 🙂
      Qua in Italia manco una ne ho vista per ora comunque…