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Da iPhone 14 Pro a iPhone 18 Pro: quattro anni sono un abisso

iPhone 18 Pro non è una rivoluzione rispetto a iPhone 17 Pro. E forse il salto non è così netto neppure per chi arriva da iPhone 16 Pro o persino da iPhone 15 Pro. Molte delle novità introdotte da Apple sono infatti affinamenti, evoluzioni di tecnologie storiche e passi avanti su prestazioni, fotocamere, autonomia e funzioni software.

Guardando oltre iPhone 15 Pro ci sono categorie di utenti per cui il nuovo modello cambia davvero il quadro: in particolare chi utilizza ancora un iPhone 14 Pro. Fissiamo il nostro sguardo su iPhone 14 Pro perché rappresentava in quel momento uno scarto importante rispetto ad iPhone 13: Dynamic Island, display Always-On, luminosità esterna fino a 2.000 nit, fotocamera principale da 48 MP con ProRAW, solo per citarne alcune.

Chi vuole ricordare da dove siamo partiti può tornare alla nostra recensione di iPhone 14 Pro del 2022. Quattro anni dopo, molte di quelle idee sono ancora riconoscibili, ma intorno è cambiato parecchio. al punto che possiamo dire che siamo i fronte ad un prodotto rivoluzionato.

Il display è cresciuto, ma non è il motivo principale per cambiare

A prima vista in realtà i due telefoni non sono poi così diversi. Il design è molto simile e simile è anche la struttura. Questo dipende essenzialmente dal display che influenza pesantemente la struttura: iPhone 14 Pro aveva uno schermo OLED Super Retina XDR 6,1 con ProMotion fino a 120 Hz solo leggermente più piccolo di quello di iPhone 18 Pro (6,3 pollici) ma con la stessa densità di 460 pixel per pollice e la frequenza di aggiornamento fino a 120 Hz.

Ci sono  però differenze tecniche più importanti della dimensioni; già nel 2022 iPhone 14 Pro aveva compiuto un salto importante nella luminosità all’aperto, arrivando a 2.000 nit ma iPhone 18 Pro alza ulteriormente l’asticella e raggiunge fino a 3.000 nit.

Recensione iphone 14 pro temporanea
Il display di iPhone 14 Pro

Anche Dynamic Island, debuttata proprio con iPhone 14 Pro, si è evoluta. Sul nuovo modello può gestire contemporaneamente fino a tre attività, come abbiamo visto parlando della nuova Dynamic Island di iPhone 18 Pro.

Il salto del display resta comunque relativamente contenuto. Chi utilizza ancora un iPhone 14 Pro possiede già un ottimo OLED a 120 Hz con always-on e Dynamic Island. Da solo, questo elemento difficilmente giustifica il cambio.

Sempre parlando di design sul telaio compaiono anche il Tasto Azione e Camera Control, due comandi assenti su iPhone 14 Pro. Per molti utenti possono però essere del tutto irrilevanti. Camera Control, in particolare, ha incontrato parecchie critiche sull’immediatezza d’uso, tanto che Apple ha lavorato per semplificarne il funzionamento. È inoltre possibile ridurne sensibilità e funzioni dalle impostazioni di accessibilità.

Le fotocamere sono cambiate molto di più

Il discorso è diverso sul fronte fotografico.

iPhone 14 Pro fu il primo modello Pro di Apple con fotocamera principale da 48 megapixel, affiancata da ultra-grandangolare e teleobiettivo da 12 megapixel. Quattro anni dopo, iPhone 18 Pro utilizza sensori da 48 megapixel su tutte e tre le fotocamere posteriori.

I megapixel raccontano però solo una parte del cambiamento. La fotocamera principale di iPhone 18 Pro utilizza anche un nuovo sensore e Apple ha rinnovato in profondità l’intero sistema fotografico.

Abbiamo anche nuovo diaframma meccanico a sei lamelle. Per la prima volta su iPhone l’apertura può cambiare fisicamente scegliendo tra ƒ/1.48, ƒ/1.8, ƒ/2.8 e ƒ/4.0. Dell’apertura variabile si parlava già da mesi, ma con iPhone 18 Pro è diventata una delle novità fotografiche più importanti della generazione.

Tutto quello che rende più Pro la fotocamera di iPhone 18 Pro - macitynet.it

Il vantaggio riguarda soprattutto il controllo della luce, dei tempi di esposizione e della profondità di campo. Le dimensioni del sensore non dovrebbero invece essere fondamentali per l’effetto sullo sfocato rispetto a quanto accade con una fotocamera tradizionale.

Nel complesso, chi arriva da iPhone 14 Pro si trova davanti a un sistema fotografico cambiato  in profondità ben oltre il semplice passaggio da 48+12+12 megapixel a tre sensori da 48 megapixel: nuovo sensore principale, apertura variabile, teleobiettivo più evoluto e una piattaforma di elaborazione fotografica molto più recente.

Anche la fotocamera frontale fa un salto importante: dai 12 megapixel di iPhone 14 Pro si passa a 18 megapixel. Ancora più importante nel mondo dei selfie è Center Stage, che può adattare automaticamente l’inquadratura senza obbligare l’utente a ruotare il telefono.

Dall’A16 Bionic all’A20 Pro: qui cambia davvero generazione

È però il passaggio da A16 Bionic ad A20 Pro la novità di maggior portata dell’intero confronto su uno scenario pratico. Quattro generazioni di chip separano due piattaforme progettate in momenti molto diversi dell’evoluzione dell’iPhone. E non parliamo tanto della maggiore potenza di A20 Pro che emerge, come dicono i primi benchmark, soprattutto nei giochi più complessi e nelle operazioni che richiedono grandi quantità di calcoli: elaborazione fotografica, montaggio ed esportazione video, rendering e carichi prolungati ma di ìintelligenza artificiale.

A20 Pro è progettato per eseguire carichi AI che su A16 sono semplicemente fuori portata, grazie a Neural Engine, acceleratori dedicati e una capacità di calcolo molto superiore.

iPhone 18 Pro può quindi accedere ad Apple Intelligence e alle funzioni generative più avanzate, mentre iPhone 14 Pro resta escluso da questa parte dell’evoluzione di iOS: tutte le funzioni connesse all’Ai non possono funzionare. E la distanza continuerà probabilmente ad aumentare con l’arrivo di modelli locali sempre più complessi, che richiedono già oggi hardware e quantità di memoria sempre maggiori.

Il processore A20 Pro vola nei primi benchmark: fino al 40% in più sulla GPU - macitynet.it

Autonomia e ricarica: qui la differenza si sente ogni giorno

A20 Pro ha un peso importante anche sul fronte dell’efficienza: riesce a sostenere carichi più pesanti consumando meno energia per ogni operazione. È uno dei fattori che contribuiscono al netto miglioramento dell’autonomia rispetto a iPhone 14 Pro.

Apple dichiarava per iPhone 14 Pro fino a 23 ore di riproduzione video, secondo il sistema di misurazione utilizzato dall’azienda, utile soprattutto per confrontare modelli diversi ma poco rappresentativo dell’uso reale. Per iPhone 18 Pro il dato sale a 34 ore: undici ore in più, pari a un incremento di quasi il 48%.

Il progresso si vede ancora meglio guardando alle etichette energetiche europee, che utilizzano un protocollo standardizzato. Non possiamo applicare questo confronto direttamente a iPhone 14 Pro, perché l’etichetta UE è stata introdotta solo successivamente, ma la progressione delle generazioni più recenti mostra chiaramente la direzione presa da Apple.

iPhone 16 Pro, il primo della serie per cui disponiamo di questo dato, era certificato per 37 ore per ciclo. iPhone 17 Pro è salito a 47 ore, mentre iPhone 18 Pro arriva a 53 ore. In appena due generazioni il guadagno è quindi di 16 ore, circa il 43%.

Da iPhone 14 Pro a iPhone 18 Pro: quattro anni sono un abisso - macitynet.it

La stessa progressione si ritrova sui modelli Pro Max: iPhone 16 Pro Max era certificato per 48 ore per ciclo, iPhone 17 Pro Max è salito a 53 ore e iPhone 18 Pro Max arriva a 62 ore.

La differenza più evidente riguarda poi la velocità di ricarica via cavo. iPhone 14 Pro arrivava al 50% in circa 30 minuti con un alimentatore da 20W o superiore. iPhone 18 Pro raggiunge invece il 50% in circa 15 minuti usando un alimentatore da 60W o superiore.

Il salto riguarda anche la potenza disponibile durante la ricarica. iPhone 14 Pro Max restava sotto i 30W di picco, mentre iPhone 18 Pro può avvicinarsi ai 60W. Nell’uso quotidiano significa poter collegare il telefono per un quarto d’ora prima di uscire e recuperare circa metà batteria.

Anche MagSafe compie un salto importante: iPhone 14 Pro arrivava a 15W con un alimentatore da almeno 20W, mentre iPhone 18 Pro sale a 25W con un alimentatore da 30W o superiore.

USB-C: un ecosistema di accessori prima fuori portata

C’è poi il passaggio da Lightning a USB-C  che fu obbligato all’Unione Europea con il quale si è aperto, da iPhone 15 Pro in avanti, un ecosistema di accessori che su iPhone 14 Pro, ultimo iPhone con Lightning, era molto più limitato. Oggi hub, schede SD, monitor, microfoni e SSD possono essere collegati direttamente al telefono.

Con un SSD esterno è possibile spostare rapidamente file di grandi dimensioni e, nelle applicazioni compatibili, registrare direttamente sull’unità. Un esempio pratico arriva dalla nostra prova del SanDisk Creator Phone SSD, utilizzabile direttamente dagli iPhone con USB-C.

Migliori cavi USB-C per iPhone

C’è poi il vantaggio più immediato: lo stesso cavo può essere usato per iPhone, iPad, MacBook, power bank, cuffie e moltissimi altri dispositivi. Per chi lavora con foto e video la differenza è ancora maggiore. La porta USB-C dei modelli Pro consente trasferimenti molto più rapidi rispetto a Lightning e rende molto più semplice costruire intorno all’iPhone un piccolo sistema di lavoro mobile.

Più grande e più pesante

C’è anche qualcosa di meno positivo in iPhone 18 Pro: dimensioni e peso sono cresciuti rispetto a iPhone 14 Pro. iPhone 14 Pro misura 147,5 x 71,5 x 7,85 mm e pesa 206 grammi. iPhone 18 Pro arriva a 150 x 71,9 x 8,75 mm e 211 grammi.

La differenza resta contenuta, ma si traduce in un telefono leggermente più alto, sensibilmente più spesso e con 5 grammi in più sulla bilancia.

È interessante rileggere proprio la nostra recensione originale di iPhone 14 Pro, dove consideravamo i 6,1 pollici un ottimo punto di equilibrio tra dimensioni dello schermo e maneggevolezza.

Chi apprezzava quel formato dovrà quindi mettere in conto un iPhone un po’ più ingombrante in tasca e leggermente meno maneggevole con una mano.

Da iPhone 14 Pro a iPhone 18 Pro: vale la pena?

La domanda, a questo punto, cuoi rispondere è semplice: vale la pena passare da iPhone 14 Pro a iPhone 18 Pro?

La risposta è indiscutibilmente sì. Quattro generazioni hanno accumulato abbastanza differenze da trasformare il cambio in un aggiornamento radicale: parliamo di una batteria molto più longeva, una ricarica cablata circa due volte più rapida, MagSafe fino a 25W, USB-C con un nuovo mondo di accessori, un sistema fotografico profondamente rinnovato e soprattutto una piattaforma A20 Pro che porta con sé Apple Intelligence.

Insomma, dopo quattro anni, iPhone 18 Pro rappresenta un cambio di generazione vero e proprio per chi arriva da iPhone 14 Pro.

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C’è però un’ultima variabile da mettere sul tavolo: iPhone XX (ammesso che si chiamerà così), il modello con cui Apple celebrerà i vent’anni dell’iPhone. Chi riesce ad avere ancora un po’ di pazienza potrebbe trovarsi davanti a un cambiamento ancora più profondo.

Il design di fondo dell’iPhone è rimasto sorprendentemente coerente da iPhone 12 in avanti: lati piatti, struttura generale del telaio e impostazione frontale si sono evoluti senza cambiare davvero filosofia. Per il ventesimo anniversario Apple potrebbe chiudere questo ciclo e aprirne uno completamente nuovo.

Le indiscrezioni indicano infatti per il modello del ventennale un progetto trasformativo anche nel design oltre che nelle funzioni.

Le indiscrezioni indicano infatti per il modello del ventennale un progetto trasformativo anche nel design oltre che nelle funzioni vetro esteso sui bordi, possibile eliminazione dei tasti meccanici, nuovo chip, profonde modifiche al frontale, FaceID sotto il vetro, possibile eliminazione dei tasti meccanici, nuovo chip, profonde modifiche al frontale,  forse completamente privo di fotcamera selfie (come iPhone Duo) se non addirittura senza Face ID

iPhone XX potrebbe quindi segnare l’addio definitivo al linguaggio estetico nato con iPhone 12 e aprire una nuova fase del design dell’iPhone. Se le indiscrezioni troveranno conferma, iPhone 18 Pro potrebbe assumere un ruolo particolare nella storia della gamma: l’ultima e più completa evoluzione di un progetto che Apple porta avanti, attraverso successivi affinamenti, da iPhone 12.

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