Torino, l’Apple I è tornato a vivere: uno sguardo al mito dell’informatica

Questa mattina a Torino uno dei rarissimi esemplari esistenti dell’Apple I ha ripreso a funzionare nell’Aula Magna del Politecnico. Il primo computer della Mela costruito in garage da due giovani hobbisti evoca emozioni ma anche riflessioni sulla profonda rivoluzione culturale e nello stile di vita resi possibili grazie all’home computer. Rivoluzione e stile che Apple ha contribuito a creare

Dopo anni di inattività e un po’ di polvere uno dei rarissimi esemplari esistenti dell’Apple I ha ripreso a funzionare questa mattina a Torino. La riaccensione del prezioso reperto di retro-computing è stata preceduta da una serie di interventi di illustri professori ed esperti del panorama dell’Informatica in italia che hanno offerto diversi e interessanti punti di vista sul significato dell’Apple I come macchina che ha dato il via alla rivoluzione dell’informazione alla fine degli anni ’70. Oltre all’introduzione di Francesco Profumo Rettore del Politecnico di Torino, ricordiamo gli interventi del Professor Raffaele Meo docente di Informatica, Mario Ricciardi critico ed esperto di cinema infine del Professor Vittorio Marchis docente di storia della tecnologia. Macitynet presente all’evento offrirà una serie di articoli che approfondiranno i temi delle varie presentazioni.

Particolarmente evocativo l’intervento di Marco Boglione, imprenditore e presidente di Basicnet, il collezionista che ha acquistato l’Apple I in asta per una somma superiore ai 150mila euro. Boglione ha rievocato le origini non solo di Apple ma anche di Microsoft come due iniziative imprenditoriali nate non dal calcolo economico e dalla semplice volontà di creare ricchezza ma come due operazioni nate innanzitutto per la passione e il desiderio di creare qualcosa di completamente nuovo, rivoluzionario. “Spesso le persone immaginano gli uomini d’affari come persone fredde, calcolatrici e mosse da avidità o dal desiderio di ricchezza ma è vero proprio il contrario – ha dichiarato Boglione nel suo intervento, concludendo “L’Apple I è una macchina importante perché è la migliore testimonianza di come le iniziative più grandi e importanti nascono dalla fusione di passione, amore e sentimenti con la tecnologia”.

Apple I Boglioni Politecnico Torino

Subito dopo gli interventi degli ospiti e di Boglione i tecnici del Politecnico hanno sollevato il velo blu che copriva l’Apple I per riportarlo alla luce e anche in funzione. Nelle fasi preliminari i tecnici hanno illustrato nei minimi dettagli tutte le precauzioni seguite per ri-avviare l’Apple I in tutta sicurezza, una procedura indispensabile se si tiene presente che i cui circuiti e i condensatori installati sulla scheda madre hanno oltre 35 anni. La riaccensione del sistema è avvenuta senza problemi, prima visualizzando su di un oscilloscopio l’onda del clock in funzione e poi inviando al monitor NTSC la prima schermata piena di caratteri ASCII. Dopo l’accensione avvenuta sotto innumerevoli flash e riprese video, un MacBook Pro è stato utilizzato per inviare all’Apple I il programma dell’interprete BASIC.

La dimostrazione si è conclusa con l’inserimento di un semplice programma BASIC per visualizzare le scritte “Hello Polito”, ciao Politecnico di Torino. Il primo computer della Mela è tornato in funzione per salutare il mondo e gli utenti a 35 anni di distanza, un lungo periodo in cui i computer sono diventati onnipresenti e che il marchio Apple ha contribuito non poco a creare.
Apple I Boglioni Politecnico Torino

Apple I Boglioni Politecnico Torino

Apple I Boglioni Politecnico Torino

Apple I Boglioni Politecnico Torino

Apple I Boglioni Politecnico Torino

Apple I Boglioni Politecnico Torino

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