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Acrobat Reader per Palm OS 2.0 sincronizzabile con Mac

In quest’ultimo fine settimana Adobe ci ha omaggiato di una bella notizia: finalmente è arrivato sui nostri schermi Acrobat Reader 2.0 per Palm OS.
Dopo esser rimasta in stato di beta per lunghi mesi (smettendo anche proditoriamente di funzionare dopo un certo periodo, senza che ne fosse disponibile un’altra versione), questa release, sebbene in sola lingua inglese, offre il supporto del colore, per i dispositivi abilitati.

Dalle note di rilascio di Adobe, si desume che l’interfacciamento Palm OS – Macintosh si realizza su tutti i Sistemi Operativi successivi al System 9 incluso, rimangono fuori, dunque, le vecchie macchine con 8.6 o precedenti. Infatti il doppio click sull’installer scaricato rivela una natura “Classic”, facendo partire il relativo ambiente di emulazione, se ci si trova all’interno di Mac OS X.

Non tutti i dispositivi palmari sono dichiarati compatibili con il software. Quelli per i quali Adobe ne garantisce il funzionamento appartengono all’elenco:

Palm: m105, m125, m130, m500, m505, m515, i705;
Handspring: Visor Prism, Visor Edge, Visor Pro, Visor Platinum, Visor Neo, Treo;
Sony: PEG-N760, PEG-T615C, PEG-415, PEG-S360.

I modelli un po’ più datati (Palm serie III, V, Vx) devono rivolgersi alla versione 1.1 del Reader, il quale risulta disponibile, purtroppo, solo in congiunzione con Windows.

A seconda della versione di Palm Desktop utilizzata, la vecchia ma affidabile 2.6.3 o la nuova ma acerba 4.0, ci sono due file diversi da scaricare, chiaramente indicati sulle pagine web di Adobe.
Una leggera stranezza è nell’indicazione delle dimensioni dei file da scaricare. Per quanto siano riportati dimensioni maggiori, in realtà  si ha a che fare con quantità  più contenute.
L’Acrobat Reader 2.0 per il Palm Desktop 2.6.3, è indicato essere di 13MB, mentre, invece, sono 8.9 MB, ed analogamente quello per il Palm Desktop 4.0 è di 7.76 MB, in luogo degli 11MB indicati.

Prima dell’installazione bisogna aver cura di eliminare le prececenti tracce, eventualmente lasciate da versioni precedenti, sia sul computer, sia sul palmare. Per quest’ultimo caso, si deve tener presente che, all’atto della cancellazione dell’applicazione, spariranno anche gli eventuali file “.pdf” registrati nella memoria, per cui è opportuno salvarli separatamente su un modulo di backup.
Secondo Adobe i documenti dovrebbero essere elaborati in Acrobat 5 e con tutti gli altri più recenti software di Adobe, come PageMaker 7 e InDesign 2.0, ma, durante i nostri test, abbiamo provato a trasferire, su un Visor Edge, anche file generati da Preview di OS X. Purtroppo, con questi ultimi, il risultato non è sempre soddisfacente, apparendo, alle volte, un po’ pasticciato mischiando confusamente testo e grafica in punti diversi da quelli del file originale.

L’occupazione di ram sui nostri dispositivi palmari è minima, richiedendo circa 300 KB per la versione 2.0 ed ancora meno, 200 KB, per la versione 1.1.

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