Apple, il mercato professionale è un mondo perduto?

Per molti è un sospetto, per altri quasi una certezza, ma noi speriamo di no. Eppure, nove mesi senza aggiornare le macchine “Pro” non lasciano ben sperare

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In un semestre, solo due novità hardware per chi lavora con il Mac, di cui una molto secondaria: i “vecchi” MacBook Air 13 passano da 4 a 8 GB di Ram senza aumentare di prezzo e la seconda generazione di MacBook 12. Per il resto, niente. Nada. Nicht.

Certo, se si contano gli altri “prodotti pro”, cioè gli iPad da 12,9 e 9,7 pollici, di cose ce ne sono da mettere sotto l’albero di Natale. Ma stiamo davvero parlando di prodotti “Pro”? Apple sta rallentando in maniera molto visibile il passo per quanto riguarda i prodotti destinati a una fascia di utenti di alto livello, quelli che fanno cose creative e complesse utilizzando la piattaforma più complessa, stabile e potente sul mercato. O almeno, quella che una volta era tale.

Mentre macOS si sta sempre più “iOssizzando”, per così dire, gli hardware invece ossidano e arrugginiscono. Il Mac Pro, ad esempio, è probabilmente un pezzo pensato per andare direttamente al Moma, non tanto sulla scrivania dei professionisti “normali”. È una Leica della creatività digitale, non una Nikon: pochi ricchi che lo tengono come ornamento mentre l’esercito dei lavoratori della creatività digitale si deve organizzare con qualche iMac e qualche altra soluzione d’emergenza. Soprattutto perché adesso il Mac Pro è vecchio di tre anni ed è stato sorpassato a destra e sinistra da altri prodotti del mondo PC.

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E che dire poi dei MacBook Pro? Diciotto mesi senza novità, con gli Air che probabilmente finiranno fuori della porta e i Pro che vengono sempre più depotenziati. Via le schede video discrete dal modello 13, prezzi sempre premium ma prestazioni basic. Il futuro sarà un MacBook ultrasottile pensato più per mostrare la tecnologia che non per utilizzarla sfruttando sino in fondo il cuore Unix dei Mac? L’hardware sta facendo la fine che ha fatto il segmento software pro?

Sì, perché se guardiamo, Apple potrebbe uscire da una serie di mercati da far tremare le vene nei polsi a chi fa affidamento per il proprio lavoro su questa piattaforma: film e broadcast, architettura e ingegneria, animazione 3D, effetti speciali, fotografia, grafica, scienza e medicina, produzione audio e musicale e via dicendo.

Oppure, potrebbe ripartire presentando una nuova generazione di computer innovativi: Mac Pro, MacBook Pro e magari anche altro. Ma quando? A ottobre? Apple non può basare il suo mercato professionale sugli iMac con processore i7 e su generazioni di MacBook Pro ormai vetuste. È arrivato decisamente il momento di vedere qualcosa di nuovo. Ma quando?

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