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Coronavirus, nel Regno Unito l’app per il tracciamento dei contatti ha evitato migliaia di morti

L’app mobile per il tracciamento dei contatti – il processo di identificazione delle persone che potrebbero essere venute a contatto con una persona infetta e la successiva raccolta di ulteriori informazioni su tali contatti – avrebbe permesso nel Regno Unito di salvare fino a 8700 persone.

L’app del Sistema Sanitario Nazionale (National Health System – NHS) del Regno Unito era stata prima rifiutata ma poi approvata dopo che gli sviluppatori avevano adottato le API co-sviluppate da Apple e Google.

BBC News riferisce di uno studio dal quale emerge la stima che tra i 4200 e gli 8700 morti siano state evitati grazie all’uso dell’app di tracciamento dei contatti. Il report è stato scritto dagli sviluppatori dell’app ma è stato revisionato da autorità esterne (peer review) che valutano questo tipo di pubblicazioni con tanto di pubblicazione anche su Nature, considerata di maggior prestigio nell’ambito della comunità scientifica internazionale.

Da quanto l’app è stata rilasciata, il 24 settembre 2020, fino alla fine dello stesso anno, i ricercatori affermano che è stata usata “con regolarità” dal 28% della popolazione del Regno Unito. Non è chiaro cosa intendano con “regolarità” ma a quanto pare nel periodo in questione è stata usata da 16,5 milioni di persone.

L’app ha individuato 560.000 positive al virus e inviato 1,7 milioni di allerte in modo anonimo ad altre persone con cui i positivi sono stati a stretto contatto e che potrebbero aver contagiato.

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I ricercatori riferiscono di avere usato due diverse metodologie per stimare l’efficacia dell’app nel periodo in esame. Dall’approccio sulla modellazione dei dati si conclude che l’app avrebbe impedito 284.000 casi di COVID; l’analisi statistica suggerisce che questi numeri salgono a 594.000 casi.

Nel complesso, è possibile stimare un effetto pari alla stima dei due metodi, secondo i ricercatori. A loro dire i numeri potrebbero essere anche superiori, poiché gli utenti che hanno installato l’app sono tipicamente più consapevoli della necessità del distanziamento sociale.

Lo studio si è concluso nel dicembre 2020 ma l’app continua a essere usata. Da noi, l’equivalente app nazionale, Immuni, si è rivelata poco efficace, probabilmente (gli ultimi numeri parlano di 11 mila persone con covid in Italia l’hanno usata per avvisare i propri contatti stretti), probabilmente per l’assenza di campagna marketing mirate e focalizzate sull’utilità e l’assenza di funzioni che erano previste nell’app del Regno Unito (es. la possibilità di accedere a determinate agevolazioni e sussidi) e per il boicottaggio di ASL e governatori ostili.

Per tutti gli articoli che parlano della pandemia di coronavirus e degli impatti sul mondo della tecnologia, del lavoro e della scuola a distanza, oltre che sulle soluzioni per comunicare da remoto si parte da questa pagina.

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