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I dazi sull’acciaio che vuole Trump potrebbero fare aumentare i prezzi dei dispositivi Apple

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Giovedì il Presidente USA Donald Trump è tornato a parlare di protezionismo e della decisione di imporre tariffe del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio, che verrà annunciata la settimana prossima. Questa mossa potrebbe obbligare aziende come Apple ad alzare i prezzi di prodotti nei quali sono usati questi elementi.

Trump aveva anticipato la sua decisione con un tweet: «Le nostre industrie di acciaio e alluminio sono state decimate da decenni di scambi ingiusti e cattive politiche». I dettagli concreti dell’azione restano da definire ma il sito AppleInsider, citando a sua volta The New York Times, riferisce che in base alle misure adottate, nei vari prodotti Apple si potrebbe vedere un aumento. La Casa di Cupertino sfrutta alluminio e acciaio in vari dispositivi, inclusi iPhone, Apple Watch e Mac; la maggiorparte dei prodotti Apple sono fabbricati fuori dagli Stati Uniti usando materiali provenienti da fornitori stranieri.

Secondo l’analista Gene Munster di Loup Ventures, è improbabile che Apple subisca contraccolpi dai dazi per proteggere l’industria siderurgica americana. Al momento produttiva nazionale della Mela è limitata al Mac Pro con il guscio in alluminio. Se ad ogni modo i dazi saranno applicati ai prodotti finiti, Munster stima un aumento dei costi dei prodotti fino allo 0.2%. L’analista è arrivato a questa cifra calcolando l’imposta tenendo conto della percentuale di componenti metalliche che si trovano in iPhone e Mac.

L’analista Jun Zhang di Rosenblatt Securities non concorda affermano che è improbabile che i dazi porteranno a un aumento dei costi. “Incrementerà soltanto la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ma non avrà grandi ripercussioni sulla tecnologia stessa”.

A luglio dello scorso anno, Trump aveva riferito di aver parlato con il CEO di Apple Tim Cook e quest’ultimo aveva promesso “tre grandi, bellissimi impianti” per l’assemblaggio dei prodotti negli Stati Uniti. A tutt’oggi si conosce poco di queste presunte strutture: si vocifera che la Mela avrebbe chiesto a Foxconn e altri partner, di valutare la fattibilità tecnica ed economica di spostare parte della produzione negli USA.

Apple a parte, altri settori delle aziende americane, dall’auto all’alimentare, che utilizzano a vario titolo acciaio e alluminio, hanno già espresso timori per l’aumento dei costi.

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