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Gli operatori di telefonia vogliono infrastrutture finanziate dalle Big Tech

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Le piattaforme responsabili di oltre il 5% del traffico di rete medio annuo devono contribuire all’implementazione di reti 5G e banda larga in Europa.

È una proposta che arriva dall’industria delle telecomunicazioni, e fa parte di feedback ottenuti dalla Commissione Europea a partiree da febbraio, con consultazioni su questi argomenti che si sono da poco concluse.

A contribuire alle infrastrutture dovrebbero essere aziende come Google, Apple, Meta, Amazon, Netflix e TikTok, spiega Reuters, riferendo che – da sole – Google, Apple, Meta, Netflix, Amazon e Microsoft – sono responsabili di oltre la metà del traffico di rete.

La proposta alla Commissione europea è stata redatta da gruppi di pressione che includono la GSMA Association ( che rappresenta gli interessi degli operatori di rete mobile in tutto il mondo. ) ed ETNO (European Telecommunications Network Operators’ Association) e rappresentano 160 operatori europei, inclusi Deutsche Telekom, Orange, Telefonica e Telecom Italia.

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Da tempo le telco europee chiedono un contributo dalle big tech per contribuire a realizzare reti di nuova generazione e anche lo scorso anno alcuni operatori avevano pubblicato una lettera aperta per chiedere alle grandi piattaforme di contribuire alla copertura dei costi per realizzare reti digitali ad alta capacità; un appello analogo era stato fatto nel 2021 da tredici operatori europei, inviato alla Commissione europea in vista della definizione dei diritti e i principi digitali europei.

“Proponiamo una soglia chiara per garantire che solo le aziende più grandi [che generano traffico], e che hanno un impatto sostanziale sulle reti degli operatori, rientrino nell’ambito di applicazione”, si legge nel documento che ha avuto modo di visionare Reuters.

Meta ha già fatto sapere di ritenere la proposta degli operatori “fondamentalmente sbagliata”, spiegando che questa “deforma” l’ecosistema digitale e la “relazione simbiotica” tra operatori e fornitori di contenuti. Meta evidenzia inoltre suoi investimenti (“diversi miliardi di euro”) nell’infrastruttura digitale europea.

“Permettere agli operatori di addebitare due volte la stessa infrastruttura – già pagata dai consumatori con l’accesso a Internet, imponendo al contempo commissioni di rete discriminatorie ai fornitori di contenuti – danneggia la neutralità della rete, la struttura di Internet aperto e i consumatori, senza alcuna garanzia di ulteriori investimenti nelle reti”, ha dichiarato Markus Reinisch, vicepresidente delle politiche pubbliche di Meta.

La palla tocca ora alla Commissione europea che dovrà fare le sue considerazioni e trovare un equilibrio alla richiesta di contributi per la realizzazione delle reti di nuova generazione.

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