WhatsApp non è sicuro come Facebook vorrebbe presentarlo e l’ennesima dimostrazione è la scoperta che alcuni gruppi privati di WhatsApp sono stati indicizzati da Google, mettendo a repentaglio la privacy degli utenti che utilizzano gruppi che – in teoria – dovrebbero rimanere privati.
Eseguendo la ricerca “site:chat.whatsapp.com” (senza virgolette) su Google è possibile individuare migliaia di risultati con gli URL che servono a indicizzare i codici di invito che servono ad accedere a una chat di gruppo privata; in pratica chiunque potrebbe avere accesso a questi contenuti, anche senza invito. Non è chiaro il perché ma sembra che solo alcuni URL sono stati indicizzati su Google, per un errore di Facebook (proprietaria di WhatsApp).
https://twitter.com/JordanWildon/status/1230829082662842369
Il sito Vice ha individuato materiali relativi alla condivisione di materiale pornografico e la chat di gruppo di una ONG. Interpellato da Motherboard, un portavoce di WhatsApp spiega che gli amministratori di gruppo possono condividere il collegamento alla discussione con i partecipanti. “Come qualsiasi contenuto condiviso può essere indicizzato, i canali di chat pubblici e i link di invito pubblicati pubblicamente su Internet possono essere individuati da altri utenti di WhatsApp”. Google fa semplicemente il suo lavoro di indicizzazione di link pubblici, a discapito però della riservatezza degli utenti iscritti a questi gruppi. WhatsApp consiglia agli utenti delle chat di gruppo di condividere questi collegamenti in privato.
WhatsApp non è ritenuto un sistema di messaggistica sicuro al punto che anche la Commissione europea ha invitato i suoi funzionari ad adottare la messaggistica di Signal per le discussioni.

















