Huawei: arrestata Meng Wanzhou, direttrice finanziaria e figlia del fondatore

Arrestata in Canada su richiesta degli Usa la direttrice finanziaria della cinese Huawei Technologies, figlia del fondatore dell'azienda. Gli Stati Uniti contestano la violazione di sanzioni legate all'Iran.

Meng Wanzhou, CFO di Huawei - Foto: CNN

Meng Wanzhou, figlia del fondatore di Huawei e direttrice finanziaria dell’azienda, è stata arrestata a Vancouver, in Canada, in base a un mandato di arresto emesso dagli Usa.

Gli Stati Uniti hanno chiesto l’estradizione per presunte violazioni alle sanzioni americane contro l’Iran e questa arriva nel momento in cui è in atto una campagna di pressione del governo USA per persuadere gli operatori di reti wireless e i provider internet a non utilizzare le componenti fabbricate dalla cinese Huawei (secondo le agenzie di intelligence il governo cinese potrebbe usare dispositivi e componenti di Huawei per operazioni di spionaggio).

Attraverso la sua ambasciata in Canada, la Cina ha chiesto l’immediato rilascio di Wanzhou Meng. La notizia ha mandato in panico i mercati: il timore è che il caso metta a repentaglio la tregua commerciale tra Usa e Cina.

Huawei lancia una piattaforma digitale per le Smart City

La donna ora rischia l’estradizione in USA; la prima udienza è prevista venerdì 7 dicembre e nel corso di questa sarà stabilito se può essere rilasciata su cauzione o no. Le autorità americane puntano il dito contro il gruppo cinese dal 2016 affermando che in apparecchiature e telefoni per le telecomunicazioni di questa azienda sono presenti “backdoor” che consentono di spiare i consumatori. Simili accuse sono state fatte anche nei confronti di ZTE, altro produttore cinese di apparecchi per le telecomunicazioni. Nella primavera dello scorso anno la Casa Bianca aveva vietato alle aziende USA di usare prodotti e componenti di questa azienda; qualche settimana dopo la potenziale condanna a morte dell’azienda era stata convertita in una maxi multa.

La paura degli americani riguarda tecnologie legate al 5G che consentiranno di aumentare la velocità delle connessioni e che avranno un ruolo nevralgico nelle infrastrutture di comunicazione mondiali. Secondo il governo di Washington, gli impianti fabbricati in Cina per le aziende di telecomunicazioni e service provider potrebbero essere usati per trasmettere informazioni a Pechino ma anche integrare meccanismi potenzialmente in grado di scatenare enormi black-out in grado di paralizzare l’Occidente.