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Apple si adatta all’indicazione “Made in China” sui prodotti che arrivano da Taiwan

Apple ha chiesto ai suoi fornitori di fare in modo che le spedizioni che partono da Taiwan e arrivano in Cina rispettino rigorosamente le normative doganali del Paese del Dragone, una mossa dovuta in seguito all’acuirsi dello scontro a distanza tra Stati Uniti e Cina che ha come oggetto del contendere l’indipendenza di Taiwan, crisi ulteriormente accentuata dalla visita di Nancy Pelosi nello Stato insulare.

Lo scrive Nikkei Asia spiegando che Apple ha riferito ai fornitori che la Cina ha iniziato a far rispettare rigorosamente una regola consolidata che prevede per i vari componenti realizzati a Taiwan l’etichettatura con l’indicazione “Taiwan, China” o “Chinese Taipei”.

La Casa di Cupertino ha esortato i fornitori a trattare la questione con urgenza in modo da evitare periodi di inattività per l’impossibilità di ottenere materiali e componenti trattenuti per le verifiche alle dogane cinesi.

La tempistica è delicata per Apple, con i fornitori pronti a “sfornare” componenti per l’iPhone 14 e altri nuovi prodotti che verranno presentati in autunno.

Bandiera Cina

L’indicazione di provenienza “Made in Taiwan” o simile nei moduli di dichiarazione doganale, nei documenti e nei vari imballaggi, potrebbe causare il completo blocco delle spedizioni e procedure di verifica da parte della dogana cinese. Le sanzioni per la violazione della norma in questione, partono da 4000 yuan (592$) o, nell’ipotesi peggiore, al respingimento della spedizione.

Si tratta di un bel grattacapo per i fornitori che devono spedire materiali vari, componenti elettronici o altre parti da Taiwan alla Cina, giacché attualmente il governo di Taiwan richiede che tutte le merci esportate devono essere etichettate con l’indicazione “Taiwan” o “Repubblica di Cina”, denominazione che nella costituzione dello Stato insulare de facto rivendica la sovranità sulla Cina continentale.

L’avvertimento di Apple è partito dopo che spedizioni da Taiwan verso una struttura di Pegatron (uno dei fornitori di Apple) in Cina sono state bloccate per revisioni e verifiche sulle dichiarazioni di importazione.

Pechino da sempre vede Taiwan come parte del suo territorio e la visita di Nancy Pelosi ha scatenato l’ira dei cinesi. Il ministro degli esteri cinese ha definito la visita della rappresentante un’azione “maniacale, irresponsabile e altamente irrazionale”, affermando che la Cina “non permetterà mai che i suoi interessi fondamentali vengano danneggiati”.

La crisi di Taiwan tra USA e Cina è un grave problema per Apple, fortemente dipendente da TMSC per tutti i processori di iPhone, iPad e Mac.

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