I malware per Mac aumentano nei primi tre mesi del 2019

Purtroppo i primi mesi del 2019 segnano una sensibile crescita nei malware per Mac, in aumento di oltre il 50%. Raddoppiano invece gli adware

Mac, la minaccia malware è incredibilmente aumentata in soli tre mesi

Dal 1 gennaio al 31 marzo le minacce malware su Mac sono aumentate del 60%, mentre quelle adware sono cresciute del 200%. E’ il risultato di un’analisi condotta da Malwarebytes, dalla quale emerge invece che il numero di ransomware e software per il cryptomining si è invece significativamente ridotto.

Nonostante i consumatori si trovino ad affrontare meno minacce, sono aumentati gli attacchi contro le infrastrutture e gli utenti aziendali, viste le potenziali ricompense più grandi che questi ultimi possono offrire.

Il software per Mac più colpito dal malware risulta essere PCVARK, che supera così MacKeeper, MacBooster e MplayerX rispettivamente al secondo, terzo e settimo posto nella lista stilata dalla società. Tra gli adware invece è degno di nota NewTab, che nello stesso periodo in esame, è passato dal sessantesimo al quarto posto.

Mac, la minaccia malware è incredibilmente aumentata in soli tre mesi

Negli ultimi tre mesi la piattaforma Mac sarebbe stata sottoposta a nuovi metodi di attacco che prevedono l’uso del codice open source per creare backdoor e la capacità di eseguire perfino programmi malevoli sviluppati per Windows.

Secondo Malwarebytes, per distribuire i pacchetti di malware e adware, gli hacker si affiderebbero sempre più al codice Python. Molti di questi mostrano interesse per il programma MITMProxy basato appunto su questo codice open-source, che consente di essere utilizzato in un attacco man-in-the-middle e tracciare il traffico dati di rete e non solo.

La società prevede che nel prossimo futuro gli SMB – acronimo di Server Message Block, protocollo usato principalmente per condividere file, stampanti, porte seriali e comunicazioni di varia natura tra diversi nodi di una rete – saranno il sistema maggiormente utilizzato per portare a termine nuovi attacchi, con una crescita esponenziale anche dei ransomware all’interno degli ambienti aziendali.